Venerdì, Dicembre 16, 2011

● Empatia

Dedicate nove minuti della vostra vita per capire: senza empatia siamo solo macchine programmabili dallo scellerato di turno.


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Lunedì, Marzo 14, 2011

● Il bivio

Il sacco di Genova

Un periodo come quello che stiamo vivendo, dove la corruzione, la crisi generale e la disoccupazione più che impegno, altruismo e voglia di cambiare generano sfiducia, paura e disoccupazione; una simile fase storicamente si è sempre conclusa in uno dei seguenti modi:

1) Una rivoluzione pacifica, che ha stravolto le regole della società migliorando la condizione di molti;

2) Un aggravarsi della situazione attuale, con l’aumento dei privilegi e della corruzione, giustificati dal mancato interesse verso la politica da parte dei cittadini, con conseguente implosione del sistema in una rivoluzione violenta. Proprio come sta accadendo in Africa.

Cosa preferite?


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Domenica, Aprile 18, 2010

● Sotto il vestito… niente

Lupo e Cappuccetto rosso

Evidentemente la divisa - in senso ampio - non è una garanzia… Fatto tragicamente dimostrato dalla cronaca, dove gli esempi si sprecano: dai corpi di polizia, che spesso si nascondono dietro la divisa per tiranneggiare impunemente i cittadini in mille modi diversi - fino a ucciderli come nei casi di Cucchi e Uva - ai preti pedofili.

Purtroppo la nostra cultura ci insegna, sin da bambini, a identificare la divisa, intesa come ufficialità, con il bene. Probabilmente così dovrebbe essere, e sarebbe bellissimo se così fosse, ma così non è. E’ questo uno dei più crudeli equivoci di cui sono vittima i cittadini dei moderni Stati nazionali, presentati sin dai libri di scuola come una conquista della civiltà.

Ma attenzione: la Chiesa non persegue il bene, lo Stato non si identifica con il bene, nè è un bene il monopolio legalizzato della violenza che esso si è arbitrariamente arrogato.

Questa semplice e terribile constatazione ci fa capire perchè siamo particolarmente vulnerabili quando il sopruso ci arriva da queste categorie in divisa, di cui tendiamo a fidarci e a cui ci affidiamo più o meno ciecamente, e che spesso sono invece le più infide e vigliacche. Si tratta molto spesso di persone che soffrono di complessi di inferiorità, e che vogliono indossare l’abito dell’ufficialità proprio per essere al di sopra della legge, perchè sanno che il sistema insabbia i loro crimini in cambio di protezione (armata).

Ma costoro forse non si sono accorti che, sebbene in divisa, sono comunque soggetti alla gerarchia: infatti viene loro consentito di divertirsi a piacere con la gente comune - come i poveri Cucchi e Uva - per la cui morte si indaga contro “ignoti” - e al massimo verranno puniti i medici, ma non devono permettersi di infastidire in nessun modo i personaggi posti più in alto di loro nella gerarchia castale: infatti i Carabinieri che hanno ricattato Marrazzo sono stati arrestati senza indugio!


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Sabato, Aprile 3, 2010

● Circonvenzione di incapaci

QI

La massa.

Il termine massa ha avuto diversi significati nel corso delle diverse epoche storiche.

Nel Medioevo essa indicava le persone appartenenti alle corporazioni delle arti e dei mestieri; nel 1600 e nel 1700 indicava le classi più povere, in contrapposizione ai nobili; nel 1800 Marx lo identificava con la classe proletaria ancora inconsapevole della sua identità e non ancora organizzata.

Il pensiero di Friedrich Nietzsche considera la massa come trionfo della quantità sulla qualità e insieme di individui mediocri.

Per la moderna psicologia la massa è un insieme di persone senza un ruolo nella società, incapaci di agire autonomamente. Nelle società industrializzate la massa coincide con la maggioranza delle persone.


L’intelligenza media.

Cattive nuove sul fronte dell’intelligenza media. La massa degli individui, infatti, dispone di un livello d’intelligenza piuttosto mediocre: sono persone in qualche modo minorate, minori. Come si evince dal grafico, la maggioranza degli individui gravita nella parte centrale dello stesso, e solo una piccola parte eccelle.

Ne consegue che il temine massa si può tradurre con “insieme di persone poco intelligenti”. Ovvero l’insieme di individui mediocri considerato da Nietzsche. Quindi, la brutta notizia è che la stragrande maggioranza della popolazione fa parte della massa.


La propaganda.

Il governo utilizza numerose tecniche di propaganda per creare messaggi falsi ma persuasivi. Esse sono dirette alla massa, che non ha le risorse intellettive per disinnescare l’attacco, e quindi lo subisce e viene persuasa.

In molte di queste tecniche si possono trovare anche falle logiche, in quanto i propagandisti usano argomenti che, anche se a volte convincenti, non sono necessariamente validi. Tanto la massa non è in grado di analizzarli, ma si limita a subirne l’influsso.


Tecniche di produzione della propaganda.

Ricorso alla paura: il ricorso alla paura cerca di costruire un supporto instillando paura nella popolazione. Per esempio la Lega Nord cavalca la paura verso il diverso, l’emigrato, per indurre la massa a cercare protezione verso la stessa Lega che ha tratto la paura dall’inconscio collettivo della massa.

Ricorso all’autorità: il ricorso all’autorità cita preminenti figure per supportare una posizione, idea, argomento o corso d’azione.

Effetto gregge: l’effetto gregge o l’appello alla “vittoria inevitabile” cerca di persuadere la popolazione a prendere una certa strada perché “tutti gli altri lo stanno facendo”. Questa tecnica fa leva sul naturale desiderio della gente di essere dalla parte dei vincitori. Viene usata per convincere il pubblico che un programma è espressione di un irresistibile movimento di massa e che è nel loro interesse unirsi. La “vittoria inevitabile” invita quelli non ancora nel gregge ad unirsi a quelli che sono già sulla strada di una vittoria certa. Coloro che sono già (o lo sono parzialmente) nel gregge sono rassicurati che restarci è la cosa migliore da farsi.

Ottenere disapprovazione: questa tecnica viene usata per portare il pubblico a disapprovare un’azione o un’idea suggerendo che questa sia popolare in gruppi odiati, temuti o tenuti in scarsa considerazione dal pubblico di riferimento.

Banalità scintillanti: le “banalità scintillanti” sono parole con un’intensa carica emotiva, così strettamente associate a concetti o credenze di alto valore, che portano convinzione senza supportare informazione o ragionamento. Esse richiamano emozioni come l’amore per la patria, la casa, il desiderio di pace, la libertà, la gloria, l’onore, ecc. Chiedono approvazione senza esaminare la ragione.

Razionalizzazione: individui o gruppi possono usare generalizzazioni favorevoli per razionalizzare atti o credenze. Frasi vaghe e piacevoli sono spesso usate per giustificare tali atti o credenze.

Vaghezza intenzionale: le generalizzazioni sono sempre vaghe, in modo che il pubblico possa fornire la propria interpretazione. L’intenzione è quella di muovere il pubblico tramite l’uso di frasi indefinite, senza analizzare la loro validità o tentare di determinare la loro ragionevolezza o applicabilità.

Transfer: questa è una tecnica di proiezione di qualità positive o negative (lodare o condannare) di una persona, entità oggetto o valore (un individuo, gruppo, organizzazione, nazione, il patriottismo, ecc.) ad un altro soggetto per rendere quest’ultimo più accettabile o per screditarlo. Questa tecnica viene generalmente usata per trasferire il biasimo da un attore del conflitto all’altro. Evoca una risposta emozionale che stimola il pubblico ad identificarsi con l’autorità riconosciuta.

Ipersemplificazione: generalizzazioni favorevoli sono utilizzate per fornire risposte semplici a problemi sociali complessi, politici, economici o militari.

Uomo comune: l’approccio dell’”uomo comune” tenta di convincere il pubblico che le posizioni del propagandista riflettano il senso comune della gente. Viene designato per entrare in confidenza con il pubblico comunicando con il suo stesso stile. I propagandisti usano un linguaggio e un modo di fare ordinari nel tentativo di identificare il loro punto di vista con quello della persona media.

Testimonianza: le testimonianze sono citazioni, dentro o fuori contesto, dette specificamente per supportare o rigettare una data politica, azione, programma o personalità. La reputazione e il ruolo (esperto, figura pubblica rispettata, ecc.) dell’individuo che rilascia la dichiarazione vengono sfruttati. La testimonianza pone la sanzione ufficiale di una persona rispettata o di un’autorità sul messaggio propagandistico. Questo viene fatto in un tentativo di far sì che il pubblico si identifichi con l’autorità o che accetti le opinioni e le convinzioni dell’autorità come se fossero sue.

Stereotipizzazione o Etichettatura: questa tecnica tenta di far sorgere pregiudizi nel pubblico etichettando l’oggetto della campagna propagandistica come qualcosa che la gente teme, odia, evita o trova indesiderabile.

Slogan: uno slogan è una breve frase ad effetto che può includere la stereotipizzazione o l’etichettatura.

Individuare il Capro espiatorio: colpevolizzare un individuo o un gruppo che non è realmente responsabile, alleviando quindi i sentimenti di colpa delle parti responsabili o distraendo l’attenzione dal bisogno di risolvere il problema per il quale la colpa è stata assegnata. Nel caso del falso attentato di Tartaglia ne era stata attribuita la responsabilità a Di Pietro e Travaglio.

Parole virtuose: sono parole appartenenti al sistema di valori della massa, che tendono a produrre un’immagine positiva quando riferite ad una persona o ad un soggetto. Pace, felicità, sicurezza, “amore che vince sull’odio“, libertà, ecc., sono parole virtuose.


Tecniche di trasmissione della Propaganda.

Chiaramente la propaganda ha bisogno di mezzi per essere diffusa e si appoggia sempre ai mass media.
È significativo il fatto che in occasione di un colpo di stato l’eventuale azione armata sia oggi rivolta verso le sedi delle televisioni in modo prioritario rispetto ad altri obiettivi.

Metodi comuni di trasmissione della propaganda comprendono notiziari, rapporti governativi, revisioni storiche, libri, volantini, film propagandistici e poster.


Princìpi della propaganda.

Principio della semplificazione e del nemico unico: è necessario adottare una sola idea, un unico simbolo. E, soprattutto, identificare l’avversario in un nemico, nell’unico responsabile di tutti i mali: i comunisti, le toghe rosse, gli extracomunitari, etc.

Principio del metodo del contagio: riunire diversi avversari in una sola categoria o in un solo individuo.

Principio della trasposizione: caricare sull’avversario i propri errori e difetti, rispondendo all’attacco con l’attacco. Se non puoi negare le cattive notizie, inventane di nuove per distrarre. E’ un recente esempio il caso delle liste elettorali del PDL bocciate a Roma.

Principio dell’esagerazione e del travisamento: trasformare qualunque aneddoto, per piccolo che sia, in minaccia grave.

Principio della volgarizzazione: tutta la propaganda deve essere popolare, adattando il suo livello al meno intelligente degli individui ai quali va diretta. Quanto più è grande la massa da convincere, più piccolo deve essere lo sforzo mentale da realizzare. La capacità ricettiva delle masse è limitata e la loro comprensione media scarsa, così come la loro memoria.

Principio di orchestrazione: la propaganda deve limitarsi a un piccolo numero di idee da ripetere instancabilmente, presentandole sempre sotto diverse prospettive, ma convergenti sempre sullo stesso concetto. Senza dubbi o incertezze. Da questo concetto proviene anche la celebre frase: “Una menzogna ripetuta all’infinito diventa la verità“.

Principio del continuo rinnovamento: occorre emettere costantemente informazioni e argomenti nuovi (anche non strettamente pertinenti) a un tale ritmo che, quando l’avversario risponde, il pubblico è già interessato ad altre cose. Le risposte dell’avversario non devono mai avere la possibilità di catturare l’attenzione del pubblico o di fermare il livello crescente delle accuse. Questo principio viene messo in pratica in ogni dibattito televisivo.

Principio della verosimiglianza: costruire argomenti fittizi a partire da fonti diverse, attraverso i cosiddetti palloni sonda, o attraverso informazioni frammentarie.

Principio del silenziamento: passare sotto silenzio le domande sulle quali non si hanno argomenti validi per rispondere, e dissimulare le notizie che favoriscono l’avversario.

Principio della trasfusione: come regola generale la propaganda opera sempre a partire da un substrato precedente, si tratti di una mitologia nazionale o di un complesso di odi e pregiudizi tradizionali. In pratica si tratta di diffondere argomenti che possano mettere le radici in atteggiamenti primitivi insiti nell’uomo.

Principio dell’unanimità: portare la gente a credere che le opinioni espresse siano condivise da tutti, creando una falsa impressione di unanimità.


Conclusione.

La circonvenzione di incapace è un delitto previsto e punito dall’art. 643 del Codice Penale. Consiste nell’abusare dei bisogni, delle passioni o dell’inesperienza di persona minore (o in stato d’infermità o deficienza psichica), al fine di procurare a sé o ad altri un profitto.

Il reo è punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa. Procedibilità d’ufficio.


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Domenica, Ottobre 18, 2009

● Il discorso tipico dello schiavo

Perché dovete lavorare 8 ore al giorno 5/6 giorni su 7? Ci avete mai pensato, anche se solo una volta?
Facciamo finta che l’impresa “LADRONI Spa” sia in concorrenza con la società “BANDA BASSOTTI Srl” e che nel mercato non ci siano altre imprese. Producono lo stesso prodotto e hanno lo stesso numero di operai.
L’unico modo per la LADRONI Spa di produrre più velocemente e di più della BANDA BASSOTTI Srl è quello di far lavorare di più i suoi operai. E lo fa. Però la BANDA BASSOTTI Srl lo viene a sapere e fa la stessa cosa con i suoi operai.
Prima, gli operai di entrambe le aziende lavoravano 3 ore al giorno, adesso 4.
Allora la LADRONI Spa ha un’idea geniale: far lavorare i suoi uomini 5 ore al giorno! Guarda caso proprio la stessa idea che ha avuto contemporaneamente anche la BANDA BASSOTTI Srl!
E così procedono entrambe portando l’orario di lavoro fino a 12 ore quotidiane. A questo punto però, qualcuno dei lavoratori inizia a star male. Qualcuno inizia a mormorare male parole nei confronti del datore di lavoro. Qualcuno, ancora, si ribella e decide di non lavorare affatto; e trascina nella sua protesta anche i colleghi. Gli operai creano un comitato che viene incaricato di gestire i loro interessi nei confronti sia della LADRONI Spa che della BANDA BASSOTTI Srl.
Ma anche le due aziende, e prima degli operai, si erano dotate di un comitato di affari comune, pronto a regolare i loro rapporti con i lavoratori.
I due comitati s’incontrano e decidono che 8 ore di lavoro al giorno sono un buon risultato, che accontenta sia i datori di lavoro che i lavoratori.
E qui nasce il paradosso! Rappresentando tutto il mercato (tutte le aziende) e tutti i lavoratori, essendo lo scopo della riunione “evitare di farsi concorrenza tramite l’aumento indiscriminato delle ore-lavoro”, perché non hanno fissato le ore-lavoro giornaliere a 3 o a 2? Se lo avessero fatto i ritmi di produzione sarebbero stati semplicemente più lenti per tutti, mantenendo inalterati i profitti. Tutto qui.
Invece hanno fissato un numero di ore di lavoro quotidiano talmente elevato (quanto inutile) per un altro motivo. Certo, ma quale?

A me ne viene in mente solo uno.

Se TU sei occupato tutto il giorno a lavorare e, tra viaggio d’andata e viaggio di ritorno verso la sede del lavoro perdi almeno un’altra ora, ecco che non ti rimane il tempo materiale - MA NEMMENO LA VOGLIA - di dedicarti ad altro.
E cosa potrebbe essere questo altro? Ma ovviamente gli affari dei gestori dei due comitati, che nel frattempo si sono accorti di essere più furbi degli operai. E hanno trovato molti modi leciti ed illeciti di arricchirsi senza lavorare ma, soprattutto, senza produrre niente.

Se d’inverno ti alzi col buio e rientri a casa col buio, poco importa se ti perdi la luce del sole per 6 mesi, basta che rientri a casa distrutto, con la zucca vuota, e tutto quello che puoi fare é gettarti sul divano, accendere la TV e dare vita a tutti gli immortali Pippi Baudi e Maurizi Costanzi che contiene.
Meglio che tu stia lì, a rimpinzarti di idiozie, piuttosto che a leggere un libro o cercare su Google, per esempio, “mafia stato rapporti”. Giusto?


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