Martedì, Ottobre 15, 2013

● Terzo Mondo

Terzo Mondo

Giusto una piccola considerazione, un dettaglio che forse è sfuggito ai più: tutti gli attuali carcerati e/o carcerandi - ivi compreso Silvio Berlusconi - attualmente godrebbero del diritto di asilo e di protezione in Francia:

Protection subsidiaire
La protection subsidiaire est l’autre forme de protection (anciennement asile territorial).

Elle est attribuée à l’étranger qui ne remplit pas les conditions d’obtention du statut de réfugié et qui prouve qu’il est exposé dans son pays :

à la peine de mort,

à la torture ou à des peines ou traitements inhumains ou dégradants,

et s’il s’agit d’un civil, à une menace grave, directe et individuelle contre sa vie ou sa personne en raison d’une violence généralisée résultant d’une situation de conflit armé interne ou international.

Riassumendo: la legge francese prevede la protezione sussidiaria (ex “asilo territoriale”) a chi rischia la tortura o di essere sottoposto a pene o trattamenti inumani o degradanti. (”à la torture ou à des peines ou traitements inhumains ou dégradants“).

Proprio le stesse parole usate dalla Corte europea dei diritti umani nella recente sentenza che condanna l’Italia per trattamenti inumani e degradanti nelle carceri.

Per quanto riguarda le prove da portare ai francesi, basta allegare la sentenza succitata, magari in francese.

Benvenuti nel terzo mondo!




AGGIORNAMENTO DEL 18 MARZO 2014.

Un giudice inglese ha rigettato l’estradizione di un condannato italiano con la seguente motivazione: “In Italia potrebbe subire trattamenti inumani e degradanti nel sistema carcerario“.

Come volevasi dimostrare!



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Giovedì, Giugno 10, 2010

● Come aggirare la censura di regime

Hack Flag

Mentre gli yesmen procedono all’approvazione del DDL intercettazioni, che di fatto segna l’entrata ufficiale dell’Italia nel regime berlusconiano, mentre l'Italia dei Valori occupa il Parlamento e il resto della popolazione si concentra sull'imminente campionato mondiale di calcio, voglio evidenziare come l’eventuale censura ai siti ed ai blog sia facilmente aggirabile.

Infatti, oltre ad essere completamente privi di idee e devoti al solo mantenimento dei privilegi, gli yesmen sono sostanzialmente stupidi (altrimenti non sarebbero yesmen).

Il DDL prevede l’oscuramento, da parte dei providers italiani, del sito o del blog che dovesse esercitare il costituzionale diritto di informare.

L’oscuramento alla fonte, ovvero tramite il provider fornitore della connettività, di fatto impedisce la visione del sito in Italia, anche se quest’ultimo è hostato all’estero.

Non per questo ci demoralizziamo. Andiamo avanti.

Premesso che JusPrimaeNoctis non a caso è stato hostato all’estero, perché eravamo sicuri che sarebbe finita così, anche per gli altri siti e i blogger, che intendano aggirare la censura di regime, è essenziale acquistare un dominio all'estero, onde evitare il blocco del sito o del blog tramite l’Autority italiana.

Questo primo passaggio, sebbene tuteli il sito o il blog, è però insufficiente per evitare l’oscuramento del sito o del blog verso gli utenti italiani. Infatti, usare un server estero permette a tutto il mondo di visitare il sito o il blog, ma dall’Italia non sarà comunque visibile. E allora, noi utenti che lo vogliamo visitare, cosa possiamo fare?

La soluzione è la triangolazione, ovvero puntare ad un server estero (che, in quanto tale, non è soggetto all’oscuramento da parte del regime italiano) che poi ci reindirizzerà sul sito o sul blog desiderato.

La pratica è più semplice della teoria, e chiunque intenda visitare i siti o i blog che verranno oscurati può scegliere tra le seguenti alternative:

1) PROXY SERVER.
Sia Internet Explorer che Safari, ma anche tutti gli altri browser, prevedono l’utilizzo di proxy per la navigazione. E’ sufficiente procurarsi un proxy ed inserire il relativo indirizzo ip e la porta nella sezione apposita delle preferenze del browser. Ecco dove rintracciare agilmente dei proxy. Selezionate tutta la pagina in blocco, e poi copiate il contenuto qui selezionando “CONNECT” nel “proxy type”. Come timeout bastano 10 secondi. Cliccate “Check proxy!” e in pochi secondi otterrete i proxy e le porte da utilizzare.

2) PROXY GATEWAY.
Per chi ha esigenze di stabilità e/o velocità, all’estero esistono server providers che offrono il servizio proxy gateway, con password, per pochissimi euro (o dollari). Per trovarli basta una rapida ricerca su google.

3) TOR.
Se decidete di installare TOR il regime la prende ugualmente in quel posto.

4) NAVIGAZIONE ANONIMA.
Se invece siete troppo pigri, basterà utilizzare un sito per la navigazione anonima. Eccone uno, un altro ed un altro ancora.

5) VPN.
Per chi desidera, invece, avere uno specifico indirizzo VPN, velocissimo e criptato, perfetto per bypassare l’oscuramento di regime, su internet vendono il servizio per pochi soldi: qui e qui, per esempio.
Configurare il VPN è semplicissimo, forse più semplice sul MAC (Preferenze di sistema –> Network –> VPN) che sul PC. Storicamente i francesi sono più propensi ad esseri liberi e generosi degli italiani. Infatti, in spregio a tutti i regimi e a tutte le censure del Mondo, permettono alle popolazioni oppresse, come la nostra, di usare gratis il VPN.

6) TUNNELING.
Comodo è pure il servizio che offre un tunnel http. Può essere a pagamento o gratuito, come quello offerto qui.

Tutto qua, aggirare lo stupido regime è più facile farlo che scriverlo. Dimenticavo… quanto sopra è perfettamente legale (per il momento).


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Martedì, Giugno 1, 2010

● Cose dell’altro mondo

Jon Gnarr e Beppe Grillo

A leggere la notizia sembra si tratti di cose dell’altro mondo. Nello stivale tutto cambia con estrema lentezza, altrove, invece, i ritmi sono decisamente più elevati.

Gli elettori islandesi, che si stanno ancora riprendendo dallo shock dell’inchiesta parlamentare che ha svelato le connessioni tra alcuni politici e i banchieri responsabili della colossale crisi economica del 2009, hanno evidentemente voluto esprimere un voto di protesta contro la classe politica tradizionale.

Il “Partito Migliore” ha fatto la sua comparsa nel panorama politico locale solo sei mesi fa, come movimento di protesta contro le istituzioni politiche tradizionali, ritenute responsabili della gravissima crisi.

Al primo appuntamento elettorale, la nuova formazione di Jon Gnarr è risultata il primo partito della capitale con il 34,7% dei voti. Lo schieramento vincente ha candidato attori, musicisti, casalinghe e personaggi dello spettacolo, utilizzando YouTube per la propria campagna elettorale.

Per le elezioni il “Partito Migliore” ha pubblicato un video ufficiale, ironico e dissacrante, titolato “Noi siamo i migliori”, cantato sulle note di “Simply the best”, un vecchio successo di Tina Turner.

Dopo il risultato vincente Jon Gnarr, che conduce anche una popolare trasmissione radiofonica, potrebbe diventare il nuovo sindaco di Reykjavik.

In soli sei mesi a Reykjavik hanno cambiato la classe politica. In Campania, dopo anni di lavoro sul territorio, il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo ha preso l’1,3% dei consensi.

Gli islandesi sono 33,4 volte più veloci degli italiani… e un sacco di altre cose.


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Mercoledì, Gennaio 27, 2010

● Ci hanno (quasi) scoperto

Vito Riggio

Ogni volta che uno straniero viene a contatto con la realtà italiana rimane di sasso, e allora manifesta, nei modi più spontanei, la sua sconcertata incredulità.
Perché, credetemi, fuori dai confini italiani la spontaneità esiste. Quello che non esiste, ancora, è l’esatta comprensione di cosa sia l’Italia.

«Il presidente dell’Enac, Vito Riggio (nella foto), è un idiota, ed ha rilasciato dichiarazioni idiote e stupide». Michael O’Leary, numero uno di Ryanair, non le manda a dire. Il riferimento è alle dichiarazioni secondo le quali Ryanair rifiutava di accettare documenti di riconoscimento diversi da carte d’identità e passaporti solo perché voleva lasciare la penisola.

I rapporti di Ryanair con l’autorità dell’aviazione civile del resto non sono mai stati buoni. «Cercano di proteggere Alitalia bloccando Ryanair. E’ una pena, c’è sempre un problema», accusa ancora il boss di Ryanair.

«Sembra che in Italia facciano apposta a mettere a capo delle aziende pubbliche gente stupida». E per questo O’Leary chiede al governo di intervenire, magari cambiando qualche persona.

Il finale ci fa capire quanto devono ancora studiare all’estero.


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Lunedì, Gennaio 4, 2010

● Il peccato originale


La cittadinanza italiana si fonda sul principio dello “ius sanguinis“, in base al quale il figlio nato da padre italiano o da madre italiana è italiano.
La materia della cittadinanza è regolata dalla legge n. 91 del 5.12.1992, che riconosce il diritto alla titolarità contemporanea di cittadinanze plurime, fatte salve le diverse disposizioni previste da accordi internazionali.

Consideriamo per un momento i benefici che derivano dall’essere cittadino italiano, esposti a grandi linee nel post precedente. E consideriamo che, se si diventa cittadini di un altro stato, questi benefici vengono meno. Ma vengono meno pure gli obblighi nei confronti dello Stato italiano.
Già, perché a fronte dei suddetti benefici, bisogna adempiere anche agli obblighi, e tra questi vi è, se sommiamo imposte dirette, indirette, accise, dazi, bolli, gabelle, e altre amenità, una bella tassazione, eterna, dell’80% sul tuo reddito (roba che il Principe Giovanni, di Robin Hood, dovrebbe prendere appunti!).

Capito che affare vantaggioso essere stato concepito da un italiano? Paghi a vita l’80% di quello che guadagni in cambio di niente. In cambio, cioè, delle promesse scritte sulla carta costituzionale, e mai mantenute. E se ti accorgi che il gioco non vale la candela e ti rifiuti? Beh, allora sei - come minimo - inadempiente. Come massimo fuorilegge. E lo Stato si prende da sé i tuoi soldi, i tuoi beni. E se ti rifiuti ancora? Allora scatta l’azione coercitiva. Tanto per capire da dove arriva a volte la violenza…

addio libertà

Così, un poco per volta, piano piano, nel corso dei decenni ci hanno tolto la nostra dignità di cittadini liberi, e hanno ucciso la speranza; al punto che siamo ormai mestamente rassegnati a vivere sotto il giogo di poche migliaia di parassiti.

Che futuro può avere un popolo in queste condizioni?

Ma non tutto è perduto. Il peccato originale, ovvero l’essere stati concepiti da padre e/o madre italiani, si può cancellare, cancellando così in un sol colpo i doveri, ma soprattutto gli irrinunciabili diritti, da sempre calpestati o disattesi.
In Italia, da sempre, i diritti restano sulla carta (costituzionale), mentre per i doveri ci sono tre organi di polizia che lavorano alacremente, giorno dopo giorno, per far sì che vengano onorati. Perché non fanno lavorare le polizie sulla carta costituzionale, per vedere se vengono rispettati anche i diritti, ad iniziare dagli art. 3 e 4? Perché non legiferano in tal senso?

Rispondendo alle numerose mail che chiedevano informazioni a riguardo, riportiamo i casi in cui viene meno lo status di cittadino italiano, con conseguente perdita della cittadinanza.

Per rinuncia espressa nei seguenti casi:

1) risiedendo all’estero, se in possesso di altra cittadinanza;
2) alla maggiore età, se in possesso di un’altra cittadinanza, quando la cittadinanza italiana è stata acquisita durante la minore età per effetto della naturalizzazione dei genitori;
3) alla maggiore età, per revoca dell’adozione, se in possesso di altra cittadinanza.

Automaticamente nei seguenti casi:

4) in caso di revoca dell’adozione per fatto imputabile all’adottato;
5) per non aver ottemperato all’intimazione del Governo di abbandonare un incarico pubblico accettato presso uno Stato estero o il servizio militare prestato presso un altro Stato.


Finché le persone non si arrabbieranno come me, nessuno si ribellerà (Michael Moore).


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