Venerdì, Giugno 4, 2010
● Standing Army
Thomas Fazi ed Enrico Parenti si chiedono dove vanno a finire tutti i soldi del budget militare americano, e perché, in tempo di pace, gli USA abbiano 716 basi militari sparse per il mondo.
Il libero mercato è davvero così libero? Le risposte sono in un libro ed in un documentario.
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Mercoledì, Maggio 5, 2010
● Il potere del web

Il blog di Beppe Grillo è uno dei migliori e più visitati al mondo. Si stimano in circa 200.000 le visite giornaliere, con un bacino di visitatori unici annuo che supera il milione.
Ad un mese dal voto delle Regionali, siamo andati ad indagare su quanto abbiano inciso i visitatori del sito di Grillo sui risultati del Movimento Cinque Stelle nelle 5 regioni italiane nelle quali si è presentato: Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Campania. E abbiamo scoperto che il quasi mezzo milione di voti ottenuti dal Movimento, coincide esattamente con la quota di visitatori del sito di Beppe Grillo relativa alle cinque regioni nelle quali il Movimento si presentava.
Più precisamente, la somma degli abitanti delle cinque regioni suddette è di 27.460.202, quindi quasi la metà degli italiani. Se il blog di Grillo, in tutta Italia, ha 1.000.000 di visitatori unici, ecco che considerando mezza Italia non può che averne la metà del summenzionato milione: ovvero 500.000, cifra che coincide con i risultati elettorali raggiunti.
Con la sola forza del web, senza passaggi nelle televisioni, interviste sui giornali o campagne con manifesti elettorali, il Movimento Cinque Stelle ha ottenuto risultati straordinari, per un paese refrattario a qualsivoglia cambiamento come l’Italia, racimolando in totale proprio quasi mezzo milione di preferenze. Nel dettaglio in Piemonte è arrivato al 3,4%, 2,3% in Lombardia, 2,6% in Veneto e 1,5% in Campania e, soprattutto, un sonoro 7% in Emilia-Romagna.
Il dilemma è che, oltre ai voti derivanti dai visitatori del sito, non un solo voto in più è arrivato al Movimento Cinque Stelle. E, se consideriamo il ritardo cronico (e voluto) nell'informatizzazione e nella diffusione della rete che attanaglia l'Italia, il problema per il Movimento non è da poco: se navighi e conosci il Movimento Cinque Stelle non puoi fare a meno di votarlo; ma se non navighi non lo conosci affatto, ergo non lo voti.
Soprattutto se chi non naviga è soggetto a questo trattamento televisivo quotidiano:
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Venerdì, Aprile 23, 2010
● Gianfranco Fini in Di Pietro
A sentire l’intervento integrale di Gianfranco Fini sembrava di assistere ad un comizio di Antonio Di Pietro, che infatti solidarizza col Presidente della Camera.
Fini ha condannato la politica anti-immigrati operata dalla Lega, perché lede i fondamentali diritti della persona; ha messo in dubbio la moralità (e le finalità) delle leggi ad personam, create volutamente per evitare i processi; ha attaccato i giornali di regime, perché pagati dalla famiglia di Berlusconi appositamente per screditare; ha deplorato l’attacco alla magistratura civile romana, rea di avere bocciato le liste del PDL alle recenti elezioni regionali del Lazio; ha criticato l’erosione dei consensi al PDL alle regionali (dal 35,2% delle europee al 26,7% delle regionali): un sonoro -8,5% traghettatosi nel calderone razzista e xenofobo della Lega Nord, di cui “il PDL è fotocopia”. Riassumendo: Fini si è dichiarato a favore della Repubblica e contro la Monarchia.
La domanda sorge spontanea: ma come ha fatto ad avallare due annate di leggi vergogna?
Ma soprattutto, come ha fatto a non subodorare il tradimento di marmaglia come Gasparri e La Russ(i)a, da jusprimaenoctis profetizzato già a gennaio?
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Martedì, Marzo 30, 2010
● Le due notizie più belle

Le più belle notizie di questa tornata elettorale sono la bocciatura in Campania del “Totò malvagio” Vincenzo de Luca, noto pluri-indagato, e il 7% in Emilia-Romagna di Giovanni Favia per il Movimento cinque stelle di Beppe Grillo.
L’era degli italioti che votano da decenni il meno peggio, senza che questa scelta abbia mai migliorato una briciola della loro realtà quotidiana, deve finire. La frase, diventata un classico: “Voto quello turandomi il naso”, va archiviata per sempre. Avanti adagio, verso la fine del compromesso.
Per il resto tutto nella norma: Italia dei Valori in crescita, UDC dimezzata, masse di impauriti votano Lega al nord e sciami di consuetudinari votano PD al centro. Il resto svende il voto al PDL al sud in cambio delle solite promesse ripetute e puntualmente disattese dall’alba dei tempi.
Per un vero cambiamento ci diamo appuntamento alla prossima vita.
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Giovedì, Marzo 25, 2010
● Rai per una notte
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