Venerdì, Gennaio 21, 2011

● Il quarto polo

Il quarto polo

Il 65% delle tasse che paghiamo serve a nutrire la solita casta di politicanti che si ricicla (trasversalmente) da un ventennio. Sono sempre loro, sempre gli stessi, che cambiano formazione o il nome del partito, invece per gli italiani non cambia mai nulla in termini di benefici, anzi…
Da decenni, l’unica cosa che muta è il conto in banca di questi signori.

Per questo, quando leggiamo del “nuovo che avanza“, e invece trattasi dei soliti noti, ci viene il prurito alle mani: ma quanto cretini pensate che siamo? E quanta pazienza avremo ancora nei confronti di questi giornalisti che ci vogliono vendere per nuove le solite vecchie ciabatte usate?

Se vogliamo dare come credibili i primi due poli, tanto vale credere pure al sedicente terzo polo, salvo poi classificarli tutti insieme alla voce “vecchi mangioni della politica”, o meglio “vecchi politicanti mangioni“, perché la politica, quella vera, è cosa nobile.

Ma, tolto il bluff dell’attuale opposizione, esiste in Italia un’alternativa politica all’attuale status quo?

Esiste, e sono i movimenti dei cittadini, quelli che Flores D’arcais, dalle pagine de Il Fatto Quotidiano, definisce “Movimenti civili che nella radicalità della lotta costruiscono alleanze programmatiche sempre più larghe. Quello che dovrebbero fare i partiti di opposizione, autoridottisi invece a larve. Solo la lotta di questi movimenti può liberarci dal regime. Purché capaci di sinergia, e di non sfuggire il problema che ha fin qui regalato alla casta di opposizione la rendita monopolistica sul terreno elettorale“.

A partire dal Movimento Cinque Stelle - se saprà risolvere il problema legato al logo ed alla mancanza di regole interne, che di fatto rendono il proprietario del logo il Deus ex machina di ogni situazione che richieda una decisione sofferta - esistono anche altri movimenti nazionali che stanno facendo da aggregatori per altre realtà più piccole.

Particolarmente diffuso nel sud Italia troviamo il movimento Insorgenza Civile, che, al pari della Rete dei Cittadini, si è già cimentato in una competizione elettorale.

Salendo al nord scopriamo il movimento Cittadini Attivi, mentre - con una diffusione più capillare - sono Uniti e Diversi e Italia dei Veri Valori, quest’ultimo coinvolto in un progetto chiamato “Federazione dei Movimenti“, che tende a raggruppare sotto un’unica bandiera le suddette compagini.

Potrebbero essere questi movimenti la vera e unica alternativa all’attuale casta trasversale che, con la commedia della maggioranza e dell’opposizione, si divide agi e potere da un ventennio.
Questi movimenti potrebbero rappresentare il quarto polo: i programmi sono moderni, e prevedono in primis lo smantellamento dei privilegi di casta, il merito, la vera concorrenza e la fine dei familismi: in pratica risorse pari al 65% della nostra pressione fiscale, che andrebbe quindi sgravata di tale macigno che serve a nutrire il ceto politico attuale.

Quello che manca loro è la presenza mediatica. Perché, se l’avessero, della vecchia casta rimarrebbero, in termini elettorali, le briciole. Si vedrà.

Se ci sarà onestà intellettuale da parte dei giornalisti - non fosse altro per il rispetto verso questi ragazzi, verso queste persone, che poi, nella quasi totalità dei casi, sono le stesse che hanno tenuto a freno la deriva autoritaria con la loro costante presenza nelle piazze - ci sarà pure una speranza per un futuro migliore.
State tranquilli, cari giornalisti, anche se il vostro partito del cuore perderà consensi, non accadrà niente di peggio di quello che è già accaduto.


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Domenica, Dicembre 5, 2010

● Dicembre in Movimento… a Bologna

L'unione fa la forza

Guardando le trasmissioni televisive che trattano di politica si continuano a vedere da decenni sempre e solo le solite brutte facce: visi gonfi, doppi e tripli menti, lineamenti rattoppati dal chirurgo, e nonostante ciò cadenti; volti rugosi e pappagorge, espressione della corruzione; individui che la fisiognomica aiuta a classificare come voraci pellicani, usi a riempirsi avidamente il becco fino a deformare completamente il gozzo. Roba da far impallidire Dorian Gray, solo che costoro non posseggono alcun ritratto, e i segni della decadenza morale li portano addosso.

Non so voi, ma come appaiono cambio canale. Anzi, spengo la TV, perché sono ovunque. Parlano, parlano… e non cambia mai nulla. Da sempre.

Non si può dire che i segnali di protesta, in questi ultimi anni, siano mancati. Non ultimo il sindaco di Firenze Matteo Renzi: “Il nuovo Ulivo vagheggiato da Bersani fa sbadigliare. Per i vari D’Alema, Veltroni e lo stesso Bersani è arrivato il momento della rottamazione“. E il successivo convegno dei rottamatori ha lanciato un inequivocabile messaggio.

E dire che Renzi è stato fin troppo delicato, personalmente quell’ulivo l’avrei utilizzato diversamente, ma non il simbolo. Vi pare normale che dopo l’era glaciale ritornino sempre i soliti dinosauri a riproporsi e riproporre argomenti paleontologici? Senza dilungarsi, è semplicemente contro la natura delle cose.

Ma tant’è, questi dinosauri continuano ad infischiarsene dei segnali della società, ancorati come sono alle poltrone ed egocentrici oltre la soglia della sopportazione.

Non si sono quindi accorti che, tra una manganellata in piazza ed un ennesimo cambio di logo, mantenendo ovviamente inalterate brutte facce e contenuti (che sono sempre gli stessi, ovvero quelli di facciata, cui segue il nulla), la cosiddetta società civile si sta organizzando; sta facendo da sè. Per fortuna la gente si sta accorgendo di non avere alcun bisogno di questi zombie in avanzato stato di decomposizione, che si nutrono del nostro lavoro e distruggono tutto ciò che toccano.

Il Popolo Viola si raduna oggi, nel giorno del primo anniversario del No B Day, e se decideranno di formare un Movimento politico sarà il segnale che l’ascia di guerra è stata dissoterrata.

Luigi De Magistris, con il Movimento da lui fondato, organizza il 16 dicembre a Bologna un convegno dal titolo “Una riflessione sull’urgenza di far tornare i singoli ad essere cittadini critici e responsabili che possano riappropriarsi della gestione della cosa pubblica“.

Il giorno dopo, il 17 dicembre, sempre a Bologna, ci sarà il primo meeting nazionale del Movimento Italia dei Veri Valori, in pratica i rottamatori dell'IDV, scomunicati di recente da Di Pietro: la reazione di Tonino, rispetto a quella del PD, è stata diametralmente opposta. Il risultato è stato un incremento del fuggi-fuggi, basta vedere come si sono ingrossate le file dell’omonimo gruppo su facebook in pochi giorni.

Altri sei movimenti si ritrovano, casualmente sempre a Bologna e guardacaso il giorno successivo, per la prima Assemblea Nazionale di Uniti e Diversi, “per un nuovo soggetto politico che governi la transizione“. I promotori di quest’ultimo progetto sono ben cinque Movimenti: RPMLC (Rete Provinciale torinese dei Movimenti e Liste di Cittadinanza), MDF (Movimento della Decrescita Felice), Movimento Alternativa, Per il Bene Comune e Movimento Zero di Massimo Fini.

In Sardegna, dopo il distacco dal PD, Efisio Arbau ha fondato un Movimento chiamato “La Base“. Forte di un 23,90% alle elezioni provinciali dello scorso maggio, ha realizzato un Manifesto che recita: “Di fronte alle risposte timide e non all’altezza delle culture politiche del ‘900, il movimento La Base si propone di modernizzare il sistema di partecipazione alle istituzioni, rilanciando il rapporto di trasparenza tra etica e politica, la coerenza tra programmi, soluzioni e risorse“.

La gente è ormai all’esasperazione davanti alle solite facce, disgustata da quello che producono: poltrone, agi, impunità e denaro per loro e disoccupazione, pugno di ferro, manganelli e povertà per tutti gli altri. Il giochino va avanti dal dopoguerra. Direi che ci siamo divertiti abbastanza.
E sì, avete letto bene, con il suo esperimento locale Efisio Arbau, dissociandosi dal PD, e dalla staticità che rappresenta, ha guidato una coalizione giovane, che alle provinciali ha ottenuto il 23,90% dei consensi. Cosa potrebbe succedere se si realizzasse l’unione dei rottamatori, l’unione dei Movimenti?

Di Movimenti come questi, in Italia, ne stanno nascendo decine. Quello che manca è un contenitore, un qualcosa che li metta insieme per raggiungere lo scopo comune: spazzare via quelle consuete e consunte, inutili, noiose, voracissime, rissose e irascibili, brutte facce dalle istituzioni, quindi dalla TV, quindi da ogni dove.

Beppe Grillo e MoVimento Cinque Stelle, se ci siete, battete un colpo: in politica, come nella musica, i tempi sono importanti. Dimostrate di avere orecchio.


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Sabato, Novembre 6, 2010

● Aspettando Luigi de Magistris e Sonia Alfano, ma fino a quando?

Luigi De Magistris e Sonia Alfano

Trascorsa la stagione dei congressi, che ha visto riconfermati ovunque i vecchi capi bastone del partito o i loro più stretti collaboratori, nulla è cambiato nell’Italia dei Valori. Peggio, i congressi sono stati organizzati in modo dozzinale, favorendo sempre la compagine uscente che immancabilmente si ricandidava.
Lasciamo l’analisi tecnica ad altri, che hanno meglio focalizzato la situazione della Toscana, del Piemonte, della Sardegna, delle Marche, del Friuli Venezia-Giulia, della Puglia, del Molise, del Lazio e della Campania, ma dal punto di vista etico IdV ne esce con le ossa rotte: signori delle tessere, arrivisti, familisti e politici furbetti della prima repubblica scorazzano in lungo e in largo nel partito, lasciando alla base – che si è avvicinata attirata dal richiamo dei valori – i lavori di manovalanza.

“In barba ad ogni logica di rinnovamento e alle facce nuove promesse da Di Pietro, l’IdV si conferma un partito gestito da ex democristiani in modo berlusconiano. Al vecchio mercato di tessere e voti hanno aggiunto la dittatura della maggioranza, l’emblema politico di questa epoca. Ma per quanto tempo Di Pietro riuscirà a continuare ad ingannare gli elettori somministrandogli questa immangiabile sbobba?” (da iltribuno.com)

Ai congressi la correttezza e le basilari regole della democrazia sono state brutalmente calpestate, e la base non ha più intenzione di farsi amministrare da tali personaggi, che a stento era riuscita a sopportare negli ultimi anni. Non si può ipocritamente predicare bene e poi razzolare male, non almeno in un partito che assume i valori come suo emblema.

Lo scollamento con la base del partito, e quindi anche con l’elettorato che si era avvicinato ad IdV in buona fede, è completo. Già in passato erano sorte iniziative, come La Base, tendenti a riunire la parte buona dell’IdV per traghettarla in altri lidi, o come S.O.S. IdV, nato per tutelare i diritti degli iscritti spesso calpestati dai vertici del partito.
Più recentemente è apparsa su facebook la pagina dell’Italia dei Veri Valori, che si definisce aggregatore nazionale dei delusi dal partito di Di Pietro. Scorrendo l’elenco degli aderenti a quest’ultima iniziativa si capisce che la protesta è diffusa capillarmente su tutto il territorio nazionale, condivisa da numerosissimi uomini delle istituzioni del partito, e leggendo i comunicati si intuisce che la misura ormai è colma e qualcosa di grosso bolle in pentola.
Considerando che in una settimana si sono aggregati un migliaio di iscritti, e che invece la pagina facebook ufficiale dell’IdV ne ha raccolti poco meno di quattromila in anni di lavoro, ci si può fare un’idea del fenomeno. Tant’è vero che si mormora di bonarie lettere partite da Roma e indirizzate a vari autorevoli esponenti locali per cercare di placare gli animi.

Da ormai più di un anno Luigi de Magistris e Sonia Alfano percorrono la penisola predicando l’abbandono della logica delle tessere e “un’operazione culturale forte contro i valori alla base del berlusconismo - che poi sono gli stessi dei colonelli dell’IdV -. Deve essere chiaro che da questa parte ci sono le regole contro la furbizia, l’essere contro l’avere e l’etica contro l’estetica”.

Cari De Magistris e Alfano, se non adesso, quando saranno maturi i tempi per dissociarsi nettamente da questo IdV che stenta a decollare?

Considerando che sicuramente si andrà a votare in primavera, davvero volete andarci con questo genere di IdV? Senza la base e senza i valori, il partito di Di Pietro - omologato a quelli che hanno rovinato l’Italia - verrà inesorabilmente bocciato alle urne, proprio perché un siffatto partito non ha ragione di esistere e il suo elettorato non potrà avallare le logiche intrallazzatrici dei suoi vertici. E, con migliaia di delusi in giro per l’Italia a svelarne i retroscena, non ci vorrà molto prima che il messaggio passi.

Fini ci ha messo tre mesi per sfilarsi dalle macerie del PdL (certamente le ragioni dei finiani sono molto più pratiche, chiamiamole così), voi e la base dell’IdV sono due anni che ci state ancora pensando… e dire che una fetta enorme di elettorato, che va dai movimenti al Popolo viola, dalle Agende rosse ai delusi del centro-destra, non aspetta altro che il vostro richiamo all’adunata. Il risultato sarebbe un nuovo movimento che potrebbe tranquillamente puntare al 15% dei consensi. A questo punto, con un movimento nuovo, giovane e pulito, anche Beppe Grillo dovrà ricredersi, e i passi verso la federazione auspicata da De Magistris si potranno fare insieme.

In caso contrario, la scissione si verificherà ugualmente, con il risultato che le forze si parcellizzeranno ancora di più. E poi provate a riprenderli una volta accasati altrove…

A tal proposito è illuminante un brevissimo video tratto da “Il Signore degli anelli”.


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Venerdì, Giugno 4, 2010

● Standing Army


Thomas Fazi ed Enrico Parenti si chiedono dove vanno a finire tutti i soldi del budget militare americano, e perché, in tempo di pace, gli USA abbiano 716 basi militari sparse per il mondo.

Il libero mercato è davvero così libero? Le risposte sono in un libro ed in un documentario.


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Mercoledì, Maggio 5, 2010

● Il potere del web

Movimento cinque stelle

Il blog di Beppe Grillo è uno dei migliori e più visitati al mondo. Si stimano in circa 200.000 le visite giornaliere, con un bacino di visitatori unici annuo che supera il milione.

Ad un mese dal voto delle Regionali, siamo andati ad indagare su quanto abbiano inciso i visitatori del sito di Grillo sui risultati del Movimento Cinque Stelle nelle 5 regioni italiane nelle quali si è presentato: Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Campania. E abbiamo scoperto che il quasi mezzo milione di voti ottenuti dal Movimento, coincide esattamente con la quota di visitatori del sito di Beppe Grillo relativa alle cinque regioni nelle quali il Movimento si presentava.

Più precisamente, la somma degli abitanti delle cinque regioni suddette è di 27.460.202, quindi quasi la metà degli italiani. Se il blog di Grillo, in tutta Italia, ha 1.000.000 di visitatori unici, ecco che considerando mezza Italia non può che averne la metà del summenzionato milione: ovvero 500.000, cifra che coincide con i risultati elettorali raggiunti.

Con la sola forza del web, senza passaggi nelle televisioni, interviste sui giornali o campagne con manifesti elettorali, il Movimento Cinque Stelle ha ottenuto risultati straordinari, per un paese refrattario a qualsivoglia cambiamento come l’Italia, racimolando in totale proprio quasi mezzo milione di preferenze. Nel dettaglio in Piemonte è arrivato al 3,4%, 2,3% in Lombardia, 2,6% in Veneto e 1,5% in Campania e, soprattutto, un sonoro 7% in Emilia-Romagna.

Il dilemma è che, oltre ai voti derivanti dai visitatori del sito, non un solo voto in più è arrivato al Movimento Cinque Stelle. E, se consideriamo il ritardo cronico (e voluto) nell'informatizzazione e nella diffusione della rete che attanaglia l'Italia, il problema per il Movimento non è da poco: se navighi e conosci il Movimento Cinque Stelle non puoi fare a meno di votarlo; ma se non navighi non lo conosci affatto, ergo non lo voti.

Soprattutto se chi non naviga è soggetto a questo trattamento televisivo quotidiano:



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