Giovedì, Settembre 24, 2009

● Jus Primæ Noctis

JPN

Si dice che in moltissime città medioevali vigesse il cosiddetto “Jus primæ noctis” ovvero il “diritto della prima notte”, secondo il quale la novella sposa doveva giacere, la sua prima notte di nozze, con il duca o il barone del paese, dimostrando addirittura di essere anche illibata. Che lo “Jus primæ noctis” sia esistito o no, in realtà, non lo si sa con certezza, ma è piacevolissimo pensare ad una sua introduzione in Italia… ormai manca solo questo!
L’idea di evocare lo “Jus primæ noctis” nasce dall’esigenza di usare il paradosso come arma di difesa contro la pazzia che incombe: quando il vaso dell’anormalità, dell’illogicità, del sopruso trabocca, una mente lineare non regge e deve ricorrere alla satira, all’ironia, al paradosso per non sprofondare in uno stato catatonico.
La parola paradosso, infatti, deriva dal greco parà (contro) e doxa (opinione); significa “una conclusione che appare inaccettabile, perché sfida un’opinione comune”. Stiamo parlando, tuttavia, dell’opinione comune di tutti i paesi del mondo, tranne uno…

Questo sito è dedicato agli italiani fuggiti all'estero nel corso degli anni, a loro la "sezione goliardica" farà ridere, ma è dedicato anche ai pochi italiani rimasti che valga la pena di salvare, quelli che sono in grado di analizzare i fatti senza farseli analizzare da terzi, quelli col senso di critica e di autocritica, quelli capaci di sognare, quelli positivi, ancora in grado di provare gioia, quelli vivi: ovvero poche migliaia su sessanta milioni di individui.
Già, questo sito è dedicato soltanto a quelle poche migliaia di esseri umani che ancora sopravvivono in Italia (gli altri, a decine di milioni, ormai sono lobotomizzati dalla TV e simili mode o amenità).

Perché, parliamoci chiaro, il problema non è la classe governante italiana, il problema è l’intera nazione, serva a tal punto da non accorgersi più di esserlo diventata!


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