Lunedì, Ottobre 26, 2009

● 6.000.000 di grazie!

JPN

Alla fine sono andati in 3.000.000 a votare per le fanta-primarie del PD. Moltiplicando i votanti per i 2 EURO che bisognava pagare per votare, ne viene fuori una discreta sommetta: 6.000.000 di EURO.
Visto che puoi pilotare il risultato come se avessi in mano un joystick, e visto che rendono così bene, mi meraviglia che Berlusconi non ci abbia ancora pensato, alle fanta-primarie. Forse nell’immediato futuro… giusto per fare un po’ di cassa prima di pagare, eventualmente, De Benedetti.

In effetti, in tempo di crisi, quale altro prodotto rende così bene come le primarie?
Dopo la precedente esperienza, dove il PD aveva incassato 1 euro a votante, e visto come gli era andata bene allora, avranno pensato giustamente di raddoppiare l’obolo!
“Tanto i pecoroni pagheranno ugualmente, felici e col tele-sorriso ebete sulle labbra!” avranno ridacchiato mentre pianificavano la cosa…

Mi chiedo come avranno intenzione di usare quel denaro. Lo useranno per retribuire i valenti scrutinatori? Lo spenderanno insieme a Marrazzo e Sircana (magari invitando pure Lapo) nei consueti baccanali? Non è dato saperlo a queste latitudini. Ma, se qualcuno può illuminarci gli saremo infinitamente grati.

Le primarie le ha vinte chi doveva vincerle, e si capiva già dal logo “ci tengo”. I tele-italiani chiamati al voto hanno ovviamente premiato le facce che più hanno ristagnato in televisione negli ultimi anni. Nell’ordine: Pier Luigi Bersani (53%), Dario Franceschini (34%) e per ultimo Ignazio Marino (12%). Ironia della sorte, quest’ultimo, all’estero, era di gran lunga il più conosciuto, tra l’altro per meriti professionali. Cosa rara per un politico italiano, che solitamente di professione fa il politico o il giornalista di facciata (tanto per scrivere qualcosa, che non sia “politico”, alla voce “professione” sulla carta d’identità).

Per noia evitiamo di parlare della gente che ha potuto votare più volte, o delle persone che hanno votato senza presentare il documento o il certificato elettorale, ed evidenziamo, ancora una volta, il criterio in base al quale i candidati hanno ricevuto il voto: con i tele-presupposti evidenziati in precedenza è palese che il significato di “mozione” sia ignoto alla massa votante. Al contempo cosa sia un programma, ovviamente, i votanti non ne hanno la più pallida idea.

Ultima considerazione, ma non per questo la meno triste, riguarda l’età media dei votanti.
In Italia i giovani tra i 18 e i 40 anni sono il 36% della popolazione e alle ultime politiche erano andati a votare nella percentuale del 38% degli aventi diritto, ovvero in 8.200.000. Il restante degli aventi diritto al voto, quelli più anziani e i vecchi, sono il 54% della popolazione, ma alle ultime politiche, loro, erano andati a votare nella misura dell’80%, ovvero avevano votato in 26.000.000.
Quindi, non solo gli anziani sono di più, ma vanno a votare quasi tutti, forse memori di vecchi e mai dimentichi regimi e del comodo (per i tiranni) senso del dovere che quei regimi instaurarono nel loro DNA o nel DNA dei loro padri.

Emblematico il video seguente, che evidenzia una coda di arzilli figuri al seggio di Monteverde (Roma).


Quindi, anche alle primarie del PD, e stiamo parlando di ieri, c’è stato il solito codazzo votante di mummie, western-burka e affini pronto a crocifiggere il candidato SCONOSCIUTO a causa della solita paura del cambiamento (e del buio), come si evince pure dalla foto che segue.


JPN

Alla faccia dei tanti giovani della rete che si sono documentati, si sono letti i programmi e hanno cercato invano di spiegarli ai loro genitori, ingessati su arcaici quanto stupidi criteri di scelta.

In conclusione, bisogna prendere atto che il potere decisionale dei vecchi è superiore a quello dei giovani in un rapporto che supera il 3:1, mentre la capacità di analisi degli stessi vecchi, il remoto e recente passato dell’Italia insegna, è pari a 0.

Capito, ragazzi, perché Ignazio Marino ha preso il 12% ?


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