Domenica, Novembre 1, 2009

● Per chi suona la campana?



Il giorno dei morti riceviamo una mail che potrebbe annunciare una morte. La riportiamo integralmente:

Testo in sloveno:

Danes me je obvestil prijatelj iz vrst policije: "Govoril sem z enim mojim bivšim kolegom iz Trsta, ki je še aktiven. Povedal mi je, da so vse italijanske službe dobile usmeritev, da zjebejo Roberta Giurastantea iz AAG. Postal je preveč moteč fakotor za italijanske uradne organe."

Traduzione:

Oggi un amico che appartiene alla polizia mi ha detto: "Ho parlato con un mio ex collega di Trieste che è ancora in servizio. Mi ha detto che tutti i servizi italiani hanno avuto indicazione di fottere Roberto Giurastante degli AAG (Alpe Adria Green). Reca troppo disturbo agli organi ufficiali italiani."

Roberto Giurastante, dell’Associazione Green Action Transnational, grazie alle sue denunce all’Unione Europea, ha fatto avviare dalla Commissione Europea, dal Parlamento Europeo e dall’OLAF (Ufficio Europeo Lotta Antifrode) una serie di procedimenti a carico dell’Italia.

I vari organismi europei hanno considerato legittime le denunce di Giurastante, e conseguentemente hanno messo in mora l’Italia e avviato una serie infinita di procedure contro le infrazioni, che riportiamo:


Commissione Europea procedimento n. 2003/4755

Violazione norme Euratom - mancanza piani emergenza rischio nucleare (centrale slovena di Krsko e porto di Trieste) - violazione direttive 96/29 e 89/618 Euratom

La popolazione non veniva informata delle misure di sicurezza e di prevenzione in caso di incidenti alla vicina centrale nulceare di Krsko (Slovenia) o alle navi militari a propulsione nulceare che potevano sostare nel porto di Trieste .
Iter: messa in mora - procedimento di infrazione.
Il procedimento veniva chiuso dopo che l’Italia predisponeva il piano di emergenza esterno per il porto di Trieste (che comprende nozioni generali adattabili all’emergenza radiologica anche per l’incidente a Krsko) ed è cominciata la diffusione pubblica di dispense informative sulle emergenze radiologiche da parte del Comune di Trieste.
La situazione è peraltro ancora molto lontana da una effettiva soluzione (mancano tuttora rifugi antiatomici e strutture sanitarie per trattare le persone irradiate).


Commissione Europea procedimento n. 2003/4983

Inquinamento Valle delle Noghere (Muggia-Trieste) - discariche abusive nello stabilimento alimentare (pastificio) Pasta Zara 2 (violazione direttive 75/442/CEE, 91/156/CEE, 91/689/CEE, 1991/31/CE)

Iter: messa in mora - procedimento di infrazione.
A seguito del procedimento di infrazione avviato dalla Commissione Europea è stata bonificata una discarica di rifiuti tossico nocivi (metalli pesanti, idrocarburi, diossine) situata all’interno dello stabilimento alimentare, con smaltimento dei rifiuti (18.000 metri cubi per 26.000 tonnellate) in discarica autorizzata in Germania. La discarica, nonostante la pericolosità, era stata autorizzata dalle autorità italiane in violazione della legislazione comunitaria. Il procedimento di infrazione è ancora in corso (inquinamento diffuso della falda acquifera).


Commissione Europea procedimento n. 2005/2002

Violazione del diritto comunitario sugli appalti pubblici nella regione Friuli Venezia Giulia (legislazione regionale difforme da quella comunitaria)

Iter: messa in mora - procedimento di infrazione.
Il procedimento di infrazione è stato chiuso dopo l’adeguamento della legislazione regionale a quella comunitaria (nuova legge regionale in vigore dal 31.05.2006).


Commissione Europea procedimenti n. 2005/3061 e 2005/4301

Illecito utilizzo di finanziamenti comunitari destinati a progetti di sviluppo turistico

Il caso riguarda il marina di Porto S. Rocco a Muggia (Ts). I finanziamenti comunitari ottenuti (circa 8 milioni di euro) venivano utilizzati per la realizzazione di numerose discariche abusive di rifiuti tossico nocivi sopra i quali veniva poi realizzato il marina.
Iter: iniziata la revoca dei contributi U.E. - procedimento in corso


Commissione Europea procedimento n. 2005/4208

Violazione appalti pubblici - società Sviluppo Italia (normativa istitutiva e di disciplina della società pubblica) - violazione direttive 92/50/CEE, 2004/18/CE

La Sviluppo Italia - società a controllo statale - otteneva dalla amministrazioni pubbliche l’affidamento diretto di lavori con esclusione dei concorrenti.
Iter: messa in mora - procedimento di infrazione.
Il procedimento è stato chiuso dopo le modifiche apportate dalla Legge finanziaria del 2006 alla società che non può più operare in regime di monopolio. Il nome della società è stato cambiato in Invitalia.


Parlamento Europeo petizioni 483/2007 e 1147/2007

Violazione della Legge Seveso e delle procedure di V.I.A. (valutazione impatto ambientale) riguardo la realizzazione dei terminali di rigassificazione nel Golfo di Trieste (violazione direttive 96/82/CE, 85/337/CEE e 2001/42/CE)

Il governo italiano approvava la realizzazione del terminale di rigassificazione della società Gas Natural nel porto di Trieste (in piena area urbana) in presenza di altri impianti industriali ad alto rischio per i quali non veniva da anni rispettata la Legge Seveso sulla prevenzione ed informazione della popolazione in caso di incidente.
Iter: messa in mora - inchiesta in corso (anche sulla violazione della V.I.A. transfrontaliera)


Parlamento Europeo petizione n. 1459/2007

Inquinamento transfrontaliero (violazione direttive 91/271/CEE, 76/160/CEE, 96/62/CE, 1999/30/CE, 2008/1/CE)

Inquinamento atmosferico degli impianti industriali (Ferriera di Servola, inceneritore) di Trieste, e inquinamento delle acque marine (Golfo di Trieste) causato dai depuratori fognari non funzionanti della provincia di Trieste.
Iter: procedimento di infrazione - inchiesta in corso.


Parlamento Europeo petizione n. 0276/2008

Discarica-terrapieno di Barcola (violazione direttive 75/442/CEE, 91/156/CEE, 91/689/CEE, 1991/31/CE)

Si tratta di una delle maggiori discariche a mare di rifiuti tossico nocivi (diossine, fanghi industriali) della provincia di Trieste. Si trova in piena zona balneare.
Iter: inchiesta in corso.


Ufficio Europeo per la Lotta Antifrode (OLAF) casi OF/2002/0511 e OF/2008/0991

Progetti ad elevato impatto ambientale finanziati con fondi U.E. nella provincia di Trieste

Le inchieste riguardano alcuni progetti di sviluppo turistico costiero (Baia di Sistiana, Baia degli Uscocchi, Porto S. Rocco) per i quali erano previsti finanziamenti comunitari pur in presenza di irregolarità sia in materia ambientale che fiscale.
Iter: inchieste in corso - bloccati i fondi strutturali al progetto della Baia degli Uscocchi (Duino Aurisina) che doveva affiancare l’altro mega intervento di sviluppo turistico della Baia di Sistiana.


Una vera tempesta di infrazioni, reati, inquinamenti gravissimi che alterano, forse irreparabilmente, l’ambiente della provincia di Trieste.

Di tutto ciò la popolazione non sa nulla. Il locale quotidiano monopolista, “Il Piccolo”, non solo non sfiora l’argomento ma, quando l’Associazione Ambientalista ha segnalato i problemi, dalla locale Procura della Repubblica è partita una denuncia; ma non nei confronti degli inquinatori, bensì contro Giurastante. Ne è nato un inutile processo, che ha assolto l’ambientalista, “perché il fatto non sussiste”.

Da evidenziare che la provincia di Trieste ha uno dei più alti tassi di inquinamento del territorio a livello nazionale, con discariche estese dal Carso (con oltre 300 grotte adibite a discariche di rifiuti tossico nocivi), alle coste e al mare (buona parte del litorale triestino è stato interrato con discariche abusive e lo scarico di rifiuti è avvenuto anche nel Golfo di Trieste) e che su queste gravissime situazioni la locale autorità giudiziaria non ha mai avviato alcun intervento efficace, arrivando, invece, addirittura a chiedere la condanna di chi ha avuto il coraggio di denunciare questo degrado coperto da una pesante omertà istituzionale. Chissà come mai…

Che a Trieste come a Genova, Napoli e forse in tutta Italia siano coinvolti i soliti influenti amministratori, “manager”, politici ed anche una parte degli organi giudiziari, che non hanno ancora fatto cessare questi ed altri inquinamenti gravi e documentati?

Contattato da JusPrimaeNoctis, Giurastante conferma il tutto e rincara la dose:

Grazie per l'appoggio e i suggerimenti. Ho voluto fare anche una prova inviando il messaggio che mi è arrivato a persone selezionate con cui sono in contatto e che conoscono le nostre battaglie.

Per ora le risposte scarseggiano, e questo non è un buon segnale. La gente ha paura di esporsi e non è abituata a lottare. Appena intuiscono che sei nei guai (non gliene frega se stai facendo una cosa giusta difendendo anche i loro diritti) ti girano le spalle e fanno finta di niente. Solo nell'indifferenza generale riescono a germogliare i frutti amari dell'autoritarismo. E il nostro Paese ha imboccato una strada che lo sta allontanando sempre di più dall'Europa e dalle Nazioni democratiche.

Ti allego una sintesi sui procedimenti avviati da Parlamento Europeo, Commissione Europea ed OLAF (Ufficio europeo lotta antifrode), a seguito delle mie denunce.

Queste sono le cose che danno fastidio agli "organi ufficiali" italiani. E poi devo sentire che mobilitano i servizi per far fuori i cittadini che si battono per difendere la legalità..... L'Italia, con questi atteggiamenti, conferma purtroppo le sue caratteristiche più negative che sono quelle tipiche di uno Stato ad illegalità diffusa perfettamente inserito nella fin troppo distratta Unione Europea.

Ciao,
Roberto

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