Venerdì, Novembre 20, 2009

● La generazione perduta



Dove hanno vissuto i nostri genitori? Ma hanno veramente vissuto?

Possibile che non si siano mai accordi di nulla? Del nulla che li ha accompagnati nel corso della loro vita, dei falsi valori costruiti su fondamenta di carta, dell’abuso delle ideologie per il tornaconto dei soliti noti, dell’occupazione sistematica di ogni posizione di potere da parte dell’élite che s’impose all’epilogo dell’ultima guerra, della cementificazione dell'intera penisola, dell’annichilimento del merito e della creatività, e di mille altre meschinità proprie dell’Italia?

Il partigiano del video potrebbe essere mio nonno, ma parla come non ho mai sentito parlare i miei genitori, né quelli di tutti i miei coetanei. Questi genitori sono la generazione inutile, la generazione perduta: quella che non ha avuto occhi per vedere, orecchie per sentire, bocche per parlare e, soprattutto, cervello per capire e cuore per comunicare con i propri figli.

Privi del coraggio necessario per cambiare le cose, avrebbero almeno dovuto sentire il dovere morale di avvertirci. Avrebbero potuto dire: “Vai, parti. L’Italia non è un luogo piacevole dove vivere!” Invece ci hanno fatto perdere innumerevoli anni di vita, finché poi abbiamo capito, da soli e sulla nostra pelle, come stanno realmente le cose.

Adesso li vediamo con occhi diversi. Il loro sguardo è spento. La risata vacua… ci fanno pena.

Costoro rappresentano una generazione vile, bassa e bieca, foriera di egoismo e di meschinità, che eccelle solo nel timore di essere surclassata da persone migliori, come i loro figli. E per questo li tiene a freno: parcheggiati in inutili ed interminabili corsi di laurea e costosi e prestigiosi master; o a casa, fra le amorevoli cure di mamma e papà.


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