Venerdì, Novembre 27, 2009

● Roberto Manenti

JPN

“Rinascita Sociale, di cui sono fondatore e responsabile, ha aderito alla lista ROVATO DELLE LIBERTÀ per poter essere il braccio operativo di questa alleanza di partiti di centrodestra.
Il sottoscritto, che ha un’esperienza amministrativa che voi rovatesi ben conoscete, intende operare nel paese con i soliti metodi, poco ortodossi ma ben efficaci, nel controllo, prevenzione e repressione del fenomeno immigrazione clandestina; oggi non più molto clandestina, ma solo immigrazione violenta e criminale“.

Con queste parole, tratte dal sito ufficiale di Rinascita Sociale, Roberto Manenti annunciava l’apparentamento del suo Movimento con la lista di centro-destra Rovato delle Libertà. Il motto del Movimento è: “Perchè tu possa essere padrone e non ospite a casa tua“.

Siccome i TG e i giornali non ne hanno parlato affatto, mentre dello stupro di questo 18 novembre ne parlano anche i muri, lo scriviamo noi: nel febbraio 2009 l’ex sindaco di Rovato, Roberto Manenti, espulso dalla Lega nord nel 1999 e fautore di una campagna contro la prostituzione e contro la clandestinità, è stato condannato in primo grado per stupro di gruppo, avvenuto proprio nel 1999 ai danni di una ragazzina rumena di 19 anni.

Secondo la tesi dell’accusa, accolta dal giudice, Manenti, d’accordo con lo sfruttatore rumeno della 19enne costretta a prostituirsi, aveva obbligato la ragazza ad avere rapporti sessuali con lui in tre diverse occasioni, nonostante la giovane lo supplicasse in lacrime di non farlo e mentre il suo protettore la teneva ferma.

La ragazza aveva denunciato alle autorità la propria squallida vicenda di violenza e di sfruttamento, facendo condannare un gruppo di malviventi rumeni che l’avevano costretta al marciapiede con botte e violenze di ogni genere, finché lei era riuscita a fuggire.

In seguito, aveva visto su un giornale le foto di Manenti, che era candidato sindaco di Rovato, e in quelle immagini dell’uomo politico la giovane aveva riconosciuto la persona importante ai cui desideri sessuali gli aguzzini la costringevano a piegarsi. In pratica colui che aveva abusato di lei in almeno tre occasioni. Così aveva segnalato la cosa alle forze dell’ordine.

Secondo la ricostruzione, lo sfruttatore conosceva bene Manenti e voleva tenerselo buono: la giovane era una sorta di regalo per il sindaco. (Cfr. articolo originale)

Nel 1999 la Lega Nord ha espulso Roberto Manenti (chissà come mai), ma ciò non ha impedito al galantuomo di allearsi, per le comunali del 2007, proprio con la stessa Lega Nord, facendo confluire il suo Movimento nella Lista Rovato delle Libertà, che la comprendeva.

JPN

Cortei e striscioni, come quello qui sopra fatto dalla Lega Nord, quando è stato condannato (senza essere arrestato) l’ex sindaco Roberto Manenti, non se ne sono visti.
Non c’è limite allo schifo di questa Italia, che non è un paese civile né un paese incivile, ma riesce a fare peggio unendo gli svantaggi di entrambi i modelli.

Infatti, in un paese civile Manenti sarebbere in galera, a meno che pure lì sia lecito arrestare, senza condanna definitiva, ma soprattutto senza processo, solo ragazzini incensurati con lo spinello. In un paese incivile, invece, Manenti sarebbe morto.


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