Sabato, Settembre 26, 2009

● Corsica, estate 2009: le mosche e gli italiani

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Una finestra aperta con una ragnatela tessuta in un angolo, e un ragno che aspetta pazientemente.
Posizionata in alcuni punti strategici della stanza la carta moschicida pullula di mosche. E dentro la stanza due persone inviperite e armate di paletta schiacciamosche.
Purtuttavia una mosca si ostina ad entrare dalla finestra. Entra ed evita per un pelo la tela del ragno e schiva la prima palettata. Noncurante ispeziona ogni cosa, poi va a posarsi vicino alla carta moschicida dove vede decine di suoi simili agonizzare. Riparte. Adesso schiva la seconda paletta e sembra imboccare la via della salvezza: la finestra, dove il paziente ragno l’attende al confine della stanza.
Si avvicina rapidamente al confine, ma poi inaspettatamente vira e si ridirige verso le palette schiacciamosche, verso le carte moschicide e i suoi simili morenti.

Gli attori della succitata scenetta non sono personaggi inventati, ma la storiella è tratta da una mia giornata di quest’estate passata in Corsica, un’isola bellissima e sufficentemente lontana dall’Italia. Capace di farmi dimenticare per qualche giorno l’amarezza che mi porto dentro da sempre e che è attribuibile in toto al paese nel quale sono nato.

Eppure, guardando quella mosca mi venivano in mente gli italiani. Chissà perché…

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Le mosche stupide vivono di più: l’energia utilizzata per sviluppare un cervello più attivo sottrarrebbe vigoria al resto dell’organismo.

Grazie ad una ricerca scientifica svizzera finalmente anche l’intera esistenza del genere umano ha un nuovo significato. Da oggi in poi sapremo perché siamo circondati da imbecilli e non dovremo più domandarcene il perché.


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● Io, Pasolini e gli italiani

“Una certa politica, o meglio la sua caricatura obesa e ingorda, è diventata una oligarchia insaziabile e ha allagato l’intera società”. (cfr. G.A. Stella – S. Rizzo ). Per gestire la società senza frizioni ha creato schemi e limiti, leggi e consuetudini, lobotomizzando la popolazione dagli schermi televisivi.

Solo se non vengono smascherati per quello che sono veramente costoro possono fare della gente quello che vogliono. Tutto quello che vogliono.
Hanno il potere sulla massa. E nulla dà maggior potere sugli uomini che la menzogna. Perché gli uomini vivono di idee. E quelle si possono creare o manipolare facilmente.
Questo potere è l’unico che conti veramente: indurre gli uomini a comprare cose di cui non hanno bisogno, insegnare loro a disprezzare cose o altri uomini che non conoscono, dare origine a miti che li distraggano dalla realtà, creare paure che li rendono ubbidienti, o farli dubitare di cose che li potrebbero salvare.

Ce la faranno gli italiani, noti nel mondo per la pizza, gli spaghetti, il mandolino, la mafia, la menzogna, la codardia, la doppiezza e il compromesso, ad uscire da questa situazione da soli?

Dopo aver visto i video, letto i blog, conosciuto le battaglie di quei pochi autentici eroi che, in Italia, combattono coraggiosamente contro un sistema marcio fino al midollo, mi sono chiesto: ma per chi si combatte?
E allora sono andato ad analizzare la composizione della popolazione italiana. Ne risulta una grafico che riporto e che spiega perché l’impegno e le energie di questi eroi siano mal riposte in quanto, a mio modo di vedere, è quantomeno improbabile stimolare il risveglio di circa 18 milioni di pensionati e 10 milioni di dipendenti (di fatto analfabeti), che, pur di restare sul divano a guardare culi, tette, pacchi e palloni si sono venduti l’anima al diavolo, e darebbero quel poco che a loro rimane pur di non sentirli, pur di non dover pensare, pur di non dover muovere un muscolo, detestando tutto ciò che potrebbe indurli ad abbandonare quel comodo giaciglio.

Tolti costoro, le loro mogli e i loro figli minorenni, chi resta dunque? Il grafico è impietoso. Non farebbero bene ad andarsene anche loro e lasciare che il sistema collassi? Lasciando così che i nuovi arrivati (extracomunitari) rimpiazzino i nostri genitori dietro inutili scrivanie, nelle catene di montaggio, nelle future piramidi che andranno a costruire per i soliti faraoni. Chissà, poi, se queste nuove leve saranno così umili e pazienti come lo sono stati i nostri genitori…

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Parole crude? Parole dure? Purtroppo non è più tempo di mezze parole; quel tempo appartiene ai nostri nonni ed ai nostri genitori.
Eh, lo so, perderemo molti fans con questo post. Ma lo scopo di JusPrimæNoctis non è quello di fare accoliti.
JusPrimæNoctis è lo stimolo ad andarsene, a dimenticare l’inferno, a lasciare che i non-vivi si autodistruggano piano piano, ma senza coinvolgerci. JusPrimæNoctis vuole risvegliare solo quei pochi capaci di metabolizzare la verità; e la verità è cruda. La verità è dura. La verità fa male.


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● Ingranaggi

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In Italia, di fatto la normale alternanza di governi, che caratterizza le democrazie, è stata trasformata in una ciclica e surreale presa di potere da parte di personaggi grotteschi degni di un circo, in disaccordo su tutto, ma concordi nello spartirsi cariche e poteri, alleati nel mantenere la popolazione in stato catatonico (comportamento psicomotorio caratterizzato da un’estrema inibizione, per cui il soggetto, pur conservando lo stato di coscienza, presenta indifferenza all’ambiente circostante, assenza di reazione agli stimoli, immobilità, mutacismo).

Ormai la popolazione è un’unica enorme catena di montaggio umana impegnata nel ciclo quotidiano della non-vita: casa-lavoro-casa.
La società-ingranaggio, decaduta, corrotta e indolente, ha preso il soppravvento sulla logica, sulla ragione, sull’umanità!
I governanti hanno ingranaggi al posto del cervello e il profitto al posto del cuore.

“E ovviamente chi perde sempre e comunque è il cittadino senza potere e senza diritti, che non può scegliere per una vera politica alternativa, ma solo per una alternanza di oligarchie al potere. Ma lo stesso cittadino, quando chiude gli occhi, quando non sa né vuole vedere la responsabilità di chi governa da decenni, diventando connivente con un modo di vita che disprezza la legalità, che umilia la verità, è colpevole dell’oscurità che lamenta”. (cfr. Roberto Scarpinato ).


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Venerdì, Settembre 25, 2009

● Gli italiani all’estero

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Gli italiani all’estero sono sessanta milioni, come quelli che risiedono ancora nello stivale. Che strano… Gli americani che risiedono all’estero quanti sono? Poche migliaia. E i francesi? Gli inglesi? Perché non emigrano?

Così mi rivolgo alle poche migliaia di italiani coraggiosi o masochisti che ancora vivono nell’imbarazzante penisola, pur non essendo ancora stati lobotomizzati dal sistema: quelli che scrivono sui blog liberi ed indipendenti , quelli che urlano per strada , quelli che vengono espulsi dai consigli comunali perché hanno osato fare una domanda scomoda , i rari giornalisti in grado di porre una domanda fuori copione , e dico loro: andatevene, il vostro lavoro lo potete fare anche risiedendo all’estero, respirando aria pura!
Lì (in Italia) ero solo. E la mia solitudine non dipendeva dagli altri, come non dipendeva da me. Ero semplicemente diverso. Diverso dai milioni di italiani lobotomizzati. Quelli che ti guardano strizzando gli occhi, con sospetto, quelli pronti a sussurrare parole gentili alle tue spalle. Quelli cordiali, insomma: “gli italiani brava gente”. Quelli lì!

Gli italiani lobotomizzati in vacanza all’estero li riconosci subito: quasi sempre in branco per darsi coraggio, incapaci di cogliere la bellezza intorno a sé, alla ricerca della piscina o della jacuzzi, con gli occhietti sperduti e impauriti che ti fissano diffidenti da dietro gli occhialoni da sole D&G, ma, come stai per fissarli a tua volta, quegli occhietti guizzano via alla velocità della luce. Figurine fugaci e rumorose , con gli occhi vacui e cariche di prole, che vagano perlopiù senza meta, timorose del buio e di ogni cosa intorno a sé.


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● Invertendo l’ordine degli addendi il risultato non cambia

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I rappresentanti sono il riflesso, sono l’immagine dei rappresentati. Forse se, per assurdo, i ruoli si capovolgessero il risultato sarebbe identico.

Oggi mi voglio rivolgere direttamente agli italiani che vivono tranquillamente in Italia e gridare loro: “Sono i vostri politici, i vostri capi. Siete stati voi a creare loro e non viceversa. Come potrebbero essere diversi da voi? Sono leaders di gente che vola basso, che sogna di prevalere sul proprio vicino di casa; prìncipi della querela facile, capi dell’avidità, dell’invidia, della paura e perciò della violenza, eletti dagli italiani a propria immagine e somiglianza. L’Italia è decaduta perché l’invidia e la paura sono troppo radicate nel cuore della sua gente. La libertà è vivere senza paura, e voi non siete liberi!


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