Domenica, Dicembre 26, 2010

● Il disegno

Il disegno

Riceviamo una segnalazione che ci consente di chiudere il cerchio con i problemi politici, di partiti o movimenti, ereditati dall’ultima tornata elettorale o congressuale che sia: prendiamo atto che, dopo questa denuncia, nell’attuale scacchiere politico nazionale pare proprio che non si salvi più nessuno.

I fatti. Dopo l’exploit del MoVimento Cinque Stelle di Beppe Grillo in Emilia Romagna, che ha raggiunto un ragguardevole 7%, doppiando la media delle regioni italiane nelle quali comunque le liste “grilline” sono risultate ben piazzate, è salita la tensione tra le anime del movimento fondato da Grillo in seguito alla contesa sull’assegnazione della poltrona per il secondo consigliere regionale spettante alla lista, oltre a quella del candidato presidente Giovanni Favia.

I grillini, attraverso le secondarie hanno designato il candidato bolognese Andrea Defranceschi quale secondo consigliere regionale, al fianco di Giovanni Favia. Una scelta che ha fatto partire da Modena una lettera direttamente a Beppe Grillo. Una lettera non certo di esultanza.
A scrivere a Grillo è, infatti, Vittorio Ballestrazzi, capogruppo al Comune di Modena del Movimento Cinque Stelle, il quale, senza mezze misure, lo esorta ad intervenire: “Beppe – scrive Ballestrazzi riferendosi personalmente a Grillo – ti chiediamo di intervenire, perché i princìpi cardine del movimento siano preservati“.

La preoccupazione e le critiche di Ballestrazzi sono chiarite nella nota che accompagna la lettera, dove il capogruppo modenese afferma che dopo le elezioni, tra i grillini emiliano-romagnoli “è successo l’inimmaginabile”. La spaccatura è talmente grave che Ballestrazzi non esita a diffondere una registrazione audio in cui Favia, il 2 gennaio, si esprimeva sul consigliere di Modena. Nella lettera Ballestrazzi parla di “grave ingiustizia elettorale dettata dalla convenienza: se fosse realizzata – spiega – il movimento morirebbe ancor prima di nascere”. Il grillino modenese ripercorre le tappe che hanno portato all’elezione di due consiglieri regionali e poi alle secondarie (decise da Favia, “non sentendosela di scegliere”) per l’individuazione del secondo nome. “Con quel meccanismo, a totale dispregio dei voti dei cittadini- scrive Ballestrazzi- non si tiene conto della volontà elettorale”.

Spiega infatti a Grillo l’attivista modenese: “Buon senso, pari opportunità, democrazia e logica vogliono che il seggio di Modena vada a Sandra Poppi, avendo quest’ultima quasi il doppio delle preferenze di De Franceschi a Bologna”. Eppure, continua la missiva, “potrebbe non andare così, perché 40 imprevisti grandi elettori del movimento vengono anteposti a 1.093 preferenze di singoli cittadini (per non parlare di quelle di Favia)”.
“Si è anche detto – continua a spiegare Ballestrazzi – che noi di Modena non siamo affidabili, perché siamo divisi in almeno due gruppi per problemi interni. Tuttavia, a parte che questo non c’entra nulla con il voto espresso dagli elettori e non può essere usato come metro per valutare le loro preferenze, quali altre province non hanno problemi interni, più o meno risolte con scissioni ed epurazioni?”.

L’audio con la voce di Favia, registrata a quanto spiega Ballestrazzi nel corso di un tavolo tecnico svolto a Bologna prima delle elezioni, si inserisce in questo contesto in quanto, proprio il candidato bolognese, già consigliere comunale, afferma che, in caso di un “ottimo risultato” (come poi in effetti è stato), “Modena è probabilmente la città che farà il secondo consigliere”, dice Favia nella registrazione, invitando i due gruppi modenesi che non vanno d’accordo, “a ritrovarsi e magari a decidere su due persone su cui puntare”, poi, conclude Favia, “il voto più democratico, che coinvolge tutto il popolo dei grillini della provincia di Modena, è quello delle preferenze nella lista provinciale ed è lì che si possono misurare i due gruppi”.
Ballestrazzi commenta nella nota: “E’ a quella dichiarazione, a cui abbiamo creduto, che abbiamo fatto riferimento per impegnarci al 200% per il movimento in questa campagna elettorale coinvolgente e con un risultato eclatante- sottolinea il grillino modenese- poi è successo l’inimmaginabile”.

Dichiarazioni che hanno fatto partire una serie di attacchi nei confronti di Ballestrazzi, prima scaricato dal Movimento Cinque Stelle di Modena, e poi dallo stesso Favia: “Ballestrazzi può sempre tornarsene da dov’è venuto, cioè un partito”. (cfr. bolognanotizie.com)

Per concludere, guardatevi questi video e poi ditemi se non si tratta del solito metodo, trito e ritrito, che i partiti usano da sempre per far passare come prodotto di un percorso democratico un disegno realizzato, a priori, a tavolino.

A volte è sufficiente concordare le cose prima. In alternativa sarebbe consigliabile non avere in mente uno specifico disegno, soprattutto perché potrebbe non realizzarsi. E allora, cercare di far rientrare un risultato diverso nel disegno originale, facendo passare per democratica tutta la procedura pilotata che ne consegue, produce inevitabilmente spaccature.

Non sono da sottovalutare queste crepe, perché da lì poi si parte verso la rottura finale. E l’IDV ne sa qualcosa.

Le tecniche utilizzate da Favia & Co. in Emilia Romagna sembrano tratte dal manuale in uso presso tutti i partiti italiani, e questo fa sì che la ferita, se non ricucita, possa diventare mortale, perché il distinguo dai partiti era uno dei punti forti del messaggio di Grillo.
La prova che l’infezione - non curata - si stia propagando l’abbiamo qui, ma soprattutto qui, dove un neonato movimento si ripropone di raccogliere tutti i feriti del MoVimento Cinque Stelle per incominciare una nuova avventura. Un po’ quello che sta accadendo nel PD e nell’IDV con i rispettivi rottamatori.

Che fare dunque a sette mesi dal fattaccio? L’unica soluzione è rimediare, e non far passare il tutto come un incidente di percorso da dimenticare: Andrea De Franceschi si deve dimettere, Vittorio Ballestrazzi va reintegrato e Sandra Poppi va risarcita. Solo così la ferita si potrebbe rimarginare, e la credibilità ritornare a cinque stelle.


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Domenica, Dicembre 5, 2010

● Dicembre in Movimento… a Bologna

L'unione fa la forza

Guardando le trasmissioni televisive che trattano di politica si continuano a vedere da decenni sempre e solo le solite brutte facce: visi gonfi, doppi e tripli menti, lineamenti rattoppati dal chirurgo, e nonostante ciò cadenti; volti rugosi e pappagorge, espressione della corruzione; individui che la fisiognomica aiuta a classificare come voraci pellicani, usi a riempirsi avidamente il becco fino a deformare completamente il gozzo. Roba da far impallidire Dorian Gray, solo che costoro non posseggono alcun ritratto, e i segni della decadenza morale li portano addosso.

Non so voi, ma come appaiono cambio canale. Anzi, spengo la TV, perché sono ovunque. Parlano, parlano… e non cambia mai nulla. Da sempre.

Non si può dire che i segnali di protesta, in questi ultimi anni, siano mancati. Non ultimo il sindaco di Firenze Matteo Renzi: “Il nuovo Ulivo vagheggiato da Bersani fa sbadigliare. Per i vari D’Alema, Veltroni e lo stesso Bersani è arrivato il momento della rottamazione“. E il successivo convegno dei rottamatori ha lanciato un inequivocabile messaggio.

E dire che Renzi è stato fin troppo delicato, personalmente quell’ulivo l’avrei utilizzato diversamente, ma non il simbolo. Vi pare normale che dopo l’era glaciale ritornino sempre i soliti dinosauri a riproporsi e riproporre argomenti paleontologici? Senza dilungarsi, è semplicemente contro la natura delle cose.

Ma tant’è, questi dinosauri continuano ad infischiarsene dei segnali della società, ancorati come sono alle poltrone ed egocentrici oltre la soglia della sopportazione.

Non si sono quindi accorti che, tra una manganellata in piazza ed un ennesimo cambio di logo, mantenendo ovviamente inalterate brutte facce e contenuti (che sono sempre gli stessi, ovvero quelli di facciata, cui segue il nulla), la cosiddetta società civile si sta organizzando; sta facendo da sè. Per fortuna la gente si sta accorgendo di non avere alcun bisogno di questi zombie in avanzato stato di decomposizione, che si nutrono del nostro lavoro e distruggono tutto ciò che toccano.

Il Popolo Viola si raduna oggi, nel giorno del primo anniversario del No B Day, e se decideranno di formare un Movimento politico sarà il segnale che l’ascia di guerra è stata dissoterrata.

Luigi De Magistris, con il Movimento da lui fondato, organizza il 16 dicembre a Bologna un convegno dal titolo “Una riflessione sull’urgenza di far tornare i singoli ad essere cittadini critici e responsabili che possano riappropriarsi della gestione della cosa pubblica“.

Il giorno dopo, il 17 dicembre, sempre a Bologna, ci sarà il primo meeting nazionale del Movimento Italia dei Veri Valori, in pratica i rottamatori dell'IDV, scomunicati di recente da Di Pietro: la reazione di Tonino, rispetto a quella del PD, è stata diametralmente opposta. Il risultato è stato un incremento del fuggi-fuggi, basta vedere come si sono ingrossate le file dell’omonimo gruppo su facebook in pochi giorni.

Altri sei movimenti si ritrovano, casualmente sempre a Bologna e guardacaso il giorno successivo, per la prima Assemblea Nazionale di Uniti e Diversi, “per un nuovo soggetto politico che governi la transizione“. I promotori di quest’ultimo progetto sono ben cinque Movimenti: RPMLC (Rete Provinciale torinese dei Movimenti e Liste di Cittadinanza), MDF (Movimento della Decrescita Felice), Movimento Alternativa, Per il Bene Comune e Movimento Zero di Massimo Fini.

In Sardegna, dopo il distacco dal PD, Efisio Arbau ha fondato un Movimento chiamato “La Base“. Forte di un 23,90% alle elezioni provinciali dello scorso maggio, ha realizzato un Manifesto che recita: “Di fronte alle risposte timide e non all’altezza delle culture politiche del ‘900, il movimento La Base si propone di modernizzare il sistema di partecipazione alle istituzioni, rilanciando il rapporto di trasparenza tra etica e politica, la coerenza tra programmi, soluzioni e risorse“.

La gente è ormai all’esasperazione davanti alle solite facce, disgustata da quello che producono: poltrone, agi, impunità e denaro per loro e disoccupazione, pugno di ferro, manganelli e povertà per tutti gli altri. Il giochino va avanti dal dopoguerra. Direi che ci siamo divertiti abbastanza.
E sì, avete letto bene, con il suo esperimento locale Efisio Arbau, dissociandosi dal PD, e dalla staticità che rappresenta, ha guidato una coalizione giovane, che alle provinciali ha ottenuto il 23,90% dei consensi. Cosa potrebbe succedere se si realizzasse l’unione dei rottamatori, l’unione dei Movimenti?

Di Movimenti come questi, in Italia, ne stanno nascendo decine. Quello che manca è un contenitore, un qualcosa che li metta insieme per raggiungere lo scopo comune: spazzare via quelle consuete e consunte, inutili, noiose, voracissime, rissose e irascibili, brutte facce dalle istituzioni, quindi dalla TV, quindi da ogni dove.

Beppe Grillo e MoVimento Cinque Stelle, se ci siete, battete un colpo: in politica, come nella musica, i tempi sono importanti. Dimostrate di avere orecchio.


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Lunedì, Novembre 29, 2010

● Storia d’Italia, quella che non ti raccontano


Il governo ha intenzione di proclamare il 17 marzo 2011 festa nazionale per celebrare i 150 anni dell’unità d’Italia.

Il 17 marzo 1861 venne inaugurato il primo Parlamento italiano, Vittorio Emanuele II assunse il titolo di re d’Italia e dichiarò l’unità della nazione.

Fin qui tutto normale, l’abbiamo studiato a scuola. L’anormalità sta nel fatto che nei libri di scuola è stato censurato il metodo utilizzato per unire l’Italia: i tradimenti, la viltà, le devastazioni, i saccheggi e le stragi operate contro cittadini per lo più inermi. Non è nemmeno una questione di nord e sud: quasi tutto lo stato, che non è una nazione ed oggi è conosciuto come Italia, ha subito questo indegno trattamento.

Le ragioni che portarono all’unità d’Italia? Sono le stesse di tutte le guerre, o missioni di pace che siano, e non sono per niente nobili.

Inauguriamo quindi oggi la categoria “Storia d’Italia“, dove archivieremo le lezioni della vera storia, quella che ci è stata negata dai vari Ministeri della Verità che si sono succeduti negli anni.

Vedremo poi quanti avranno voglia di festeggiare il prossimo 17 marzo…

Restando in tema, approfittiamo per segnalare l’imminente marcia su Roma di mille briganti del sud.


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Domenica, Novembre 28, 2010

● Il sogno degli italiani

Il sogno degli italiani

Nadia Macrì racconta il reclutamento di Arcore: “Lele Mora ci portò da Emilio Fede, che fece la selezione“.

La ragazza bolognese che afferma di aver incontrato più volte Berlusconi dietro compenso: “Penso ci fossero anche minorenni. Il Cavaliere mi chiamò direttamente sul cellulare e mi disse: sono il sogno degli italiani“.

“Ad Arcore e in Sardegna ho incontrato tante ragazze giovani, penso minorenni“. Lo ha detto Nadia Macrì a Sky TG24. La giovane ha aggiunto, però, di non aver mai socializzato con le altre ragazze incontrate nelle varie occasioni o feste a Milano e in Sardegna: “Non si poteva parlare tra noi - ha detto - dovevamo stare zitte“.

Sono andata ad Arcore per cinquemila euro - ha raccontato Nadia Macrì - ma con il presidente mi sono confidata, speravo in un aiuto da parte sua. Forse ho sbagliato a presentarmi come una escort - ha aggiunto - avrei dovuto chiedere di fare la velina”.

Nadia Macrì ha anche ripercorso l’approccio che l’ha portata a conoscere Berlusconi: “Ero ad un semaforo e un giovane mi ha fermato chiedendomi se volevo seguirlo. Mi ha poi portato nello studio di Lele Mora, dove c’erano altre ragazze: tutte straniere, russe e brasiliane. “Da li siamo state portate nello studio di Emilio Fede - ha proseguito - il quale, finito il TG, ha parlato singolarmente con ognuna di noi ed ha fatto una selezione. Due sono state mandate via“.

“Ad Arcore la prima volta era tutto bello, si mangiava bene, c’erano solo ragazze, Emilio Fede e la segretaria del Presidente, che ci ha chiesto i numeri di telefono. Era una ragazza giovane, bionda e alta, che lavora per la TV, sembrava lei ad organizzare tutto. “La selezione per me andò bene, perchè mi chiamarono una seconda volta e mi contattò direttamente il presidente sul mio cellulare. Berlusconi mi disse: sono il sogno degli italiani. Sono il Presidente. Poi sono andata anche a villa Certosa, in Sardegna, e lì, oltre alle ragazze, c’erano tanti imprenditori, avvocati e notai”. (cfr. Repubblica)


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Lunedì, Novembre 15, 2010

● Primarie del centro-destra a Milano

Luigi De Magistris e Sonia Alfano

Dopo la vittoria di Giuliano Pisapia, anche il centrodestra ha le sue primarie:

MILANO. Silvio Berlusconi oggi a sorpresa ha ufficializzato la ricandidatura di Letizia Moratti a sindaco di Milano. Lo ha fatto telefonando a una manifestazione del Pdl al teatro Nuovo facendole ‘’in bocca al lupo'’. In quel momento, il sindaco aveva da poco lasciato la manifestazione. ‘’Sono stata un poco sorpresa - ha detto la Moratti a margine di un incontro - Ma l’ha fatto anche l’altra volta, quando mi ha candidato a sorpresa a sindaco e l’ha fatto anche questa volta'’. (cfr. Corriere della Sera)

Intanto, coerentemente, la dirigenza del PD di Milano si dimette. Che sia finalmente l’inizio di una nuova era? Come non detto, scherzavano.


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