Lunedì, Novembre 29, 2010

● Storia d’Italia, quella che non ti raccontano


Il governo ha intenzione di proclamare il 17 marzo 2011 festa nazionale per celebrare i 150 anni dell’unità d’Italia.

Il 17 marzo 1861 venne inaugurato il primo Parlamento italiano, Vittorio Emanuele II assunse il titolo di re d’Italia e dichiarò l’unità della nazione.

Fin qui tutto normale, l’abbiamo studiato a scuola. L’anormalità sta nel fatto che nei libri di scuola è stato censurato il metodo utilizzato per unire l’Italia: i tradimenti, la viltà, le devastazioni, i saccheggi e le stragi operate contro cittadini per lo più inermi. Non è nemmeno una questione di nord e sud: quasi tutto lo stato, che non è una nazione ed oggi è conosciuto come Italia, ha subito questo indegno trattamento.

Le ragioni che portarono all’unità d’Italia? Sono le stesse di tutte le guerre, o missioni di pace che siano, e non sono per niente nobili.

Inauguriamo quindi oggi la categoria “Storia d’Italia“, dove archivieremo le lezioni della vera storia, quella che ci è stata negata dai vari Ministeri della Verità che si sono succeduti negli anni.

Vedremo poi quanti avranno voglia di festeggiare il prossimo 17 marzo…

Restando in tema, approfittiamo per segnalare l’imminente marcia su Roma di mille briganti del sud.


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Domenica, Novembre 28, 2010

● Il sogno degli italiani

Il sogno degli italiani

Nadia Macrì racconta il reclutamento di Arcore: “Lele Mora ci portò da Emilio Fede, che fece la selezione“.

La ragazza bolognese che afferma di aver incontrato più volte Berlusconi dietro compenso: “Penso ci fossero anche minorenni. Il Cavaliere mi chiamò direttamente sul cellulare e mi disse: sono il sogno degli italiani“.

“Ad Arcore e in Sardegna ho incontrato tante ragazze giovani, penso minorenni“. Lo ha detto Nadia Macrì a Sky TG24. La giovane ha aggiunto, però, di non aver mai socializzato con le altre ragazze incontrate nelle varie occasioni o feste a Milano e in Sardegna: “Non si poteva parlare tra noi - ha detto - dovevamo stare zitte“.

Sono andata ad Arcore per cinquemila euro - ha raccontato Nadia Macrì - ma con il presidente mi sono confidata, speravo in un aiuto da parte sua. Forse ho sbagliato a presentarmi come una escort - ha aggiunto - avrei dovuto chiedere di fare la velina”.

Nadia Macrì ha anche ripercorso l’approccio che l’ha portata a conoscere Berlusconi: “Ero ad un semaforo e un giovane mi ha fermato chiedendomi se volevo seguirlo. Mi ha poi portato nello studio di Lele Mora, dove c’erano altre ragazze: tutte straniere, russe e brasiliane. “Da li siamo state portate nello studio di Emilio Fede - ha proseguito - il quale, finito il TG, ha parlato singolarmente con ognuna di noi ed ha fatto una selezione. Due sono state mandate via“.

“Ad Arcore la prima volta era tutto bello, si mangiava bene, c’erano solo ragazze, Emilio Fede e la segretaria del Presidente, che ci ha chiesto i numeri di telefono. Era una ragazza giovane, bionda e alta, che lavora per la TV, sembrava lei ad organizzare tutto. “La selezione per me andò bene, perchè mi chiamarono una seconda volta e mi contattò direttamente il presidente sul mio cellulare. Berlusconi mi disse: sono il sogno degli italiani. Sono il Presidente. Poi sono andata anche a villa Certosa, in Sardegna, e lì, oltre alle ragazze, c’erano tanti imprenditori, avvocati e notai”. (cfr. Repubblica)


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Lunedì, Novembre 15, 2010

● Primarie del centro-destra a Milano

Luigi De Magistris e Sonia Alfano

Dopo la vittoria di Giuliano Pisapia, anche il centrodestra ha le sue primarie:

MILANO. Silvio Berlusconi oggi a sorpresa ha ufficializzato la ricandidatura di Letizia Moratti a sindaco di Milano. Lo ha fatto telefonando a una manifestazione del Pdl al teatro Nuovo facendole ‘’in bocca al lupo'’. In quel momento, il sindaco aveva da poco lasciato la manifestazione. ‘’Sono stata un poco sorpresa - ha detto la Moratti a margine di un incontro - Ma l’ha fatto anche l’altra volta, quando mi ha candidato a sorpresa a sindaco e l’ha fatto anche questa volta'’. (cfr. Corriere della Sera)

Intanto, coerentemente, la dirigenza del PD di Milano si dimette. Che sia finalmente l’inizio di una nuova era? Come non detto, scherzavano.


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Sabato, Novembre 6, 2010

● Aspettando Luigi de Magistris e Sonia Alfano, ma fino a quando?

Luigi De Magistris e Sonia Alfano

Trascorsa la stagione dei congressi, che ha visto riconfermati ovunque i vecchi capi bastone del partito o i loro più stretti collaboratori, nulla è cambiato nell’Italia dei Valori. Peggio, i congressi sono stati organizzati in modo dozzinale, favorendo sempre la compagine uscente che immancabilmente si ricandidava.
Lasciamo l’analisi tecnica ad altri, che hanno meglio focalizzato la situazione della Toscana, del Piemonte, della Sardegna, delle Marche, del Friuli Venezia-Giulia, della Puglia, del Molise, del Lazio e della Campania, ma dal punto di vista etico IdV ne esce con le ossa rotte: signori delle tessere, arrivisti, familisti e politici furbetti della prima repubblica scorazzano in lungo e in largo nel partito, lasciando alla base – che si è avvicinata attirata dal richiamo dei valori – i lavori di manovalanza.

“In barba ad ogni logica di rinnovamento e alle facce nuove promesse da Di Pietro, l’IdV si conferma un partito gestito da ex democristiani in modo berlusconiano. Al vecchio mercato di tessere e voti hanno aggiunto la dittatura della maggioranza, l’emblema politico di questa epoca. Ma per quanto tempo Di Pietro riuscirà a continuare ad ingannare gli elettori somministrandogli questa immangiabile sbobba?” (da iltribuno.com)

Ai congressi la correttezza e le basilari regole della democrazia sono state brutalmente calpestate, e la base non ha più intenzione di farsi amministrare da tali personaggi, che a stento era riuscita a sopportare negli ultimi anni. Non si può ipocritamente predicare bene e poi razzolare male, non almeno in un partito che assume i valori come suo emblema.

Lo scollamento con la base del partito, e quindi anche con l’elettorato che si era avvicinato ad IdV in buona fede, è completo. Già in passato erano sorte iniziative, come La Base, tendenti a riunire la parte buona dell’IdV per traghettarla in altri lidi, o come S.O.S. IdV, nato per tutelare i diritti degli iscritti spesso calpestati dai vertici del partito.
Più recentemente è apparsa su facebook la pagina dell’Italia dei Veri Valori, che si definisce aggregatore nazionale dei delusi dal partito di Di Pietro. Scorrendo l’elenco degli aderenti a quest’ultima iniziativa si capisce che la protesta è diffusa capillarmente su tutto il territorio nazionale, condivisa da numerosissimi uomini delle istituzioni del partito, e leggendo i comunicati si intuisce che la misura ormai è colma e qualcosa di grosso bolle in pentola.
Considerando che in una settimana si sono aggregati un migliaio di iscritti, e che invece la pagina facebook ufficiale dell’IdV ne ha raccolti poco meno di quattromila in anni di lavoro, ci si può fare un’idea del fenomeno. Tant’è vero che si mormora di bonarie lettere partite da Roma e indirizzate a vari autorevoli esponenti locali per cercare di placare gli animi.

Da ormai più di un anno Luigi de Magistris e Sonia Alfano percorrono la penisola predicando l’abbandono della logica delle tessere e “un’operazione culturale forte contro i valori alla base del berlusconismo - che poi sono gli stessi dei colonelli dell’IdV -. Deve essere chiaro che da questa parte ci sono le regole contro la furbizia, l’essere contro l’avere e l’etica contro l’estetica”.

Cari De Magistris e Alfano, se non adesso, quando saranno maturi i tempi per dissociarsi nettamente da questo IdV che stenta a decollare?

Considerando che sicuramente si andrà a votare in primavera, davvero volete andarci con questo genere di IdV? Senza la base e senza i valori, il partito di Di Pietro - omologato a quelli che hanno rovinato l’Italia - verrà inesorabilmente bocciato alle urne, proprio perché un siffatto partito non ha ragione di esistere e il suo elettorato non potrà avallare le logiche intrallazzatrici dei suoi vertici. E, con migliaia di delusi in giro per l’Italia a svelarne i retroscena, non ci vorrà molto prima che il messaggio passi.

Fini ci ha messo tre mesi per sfilarsi dalle macerie del PdL (certamente le ragioni dei finiani sono molto più pratiche, chiamiamole così), voi e la base dell’IdV sono due anni che ci state ancora pensando… e dire che una fetta enorme di elettorato, che va dai movimenti al Popolo viola, dalle Agende rosse ai delusi del centro-destra, non aspetta altro che il vostro richiamo all’adunata. Il risultato sarebbe un nuovo movimento che potrebbe tranquillamente puntare al 15% dei consensi. A questo punto, con un movimento nuovo, giovane e pulito, anche Beppe Grillo dovrà ricredersi, e i passi verso la federazione auspicata da De Magistris si potranno fare insieme.

In caso contrario, la scissione si verificherà ugualmente, con il risultato che le forze si parcellizzeranno ancora di più. E poi provate a riprenderli una volta accasati altrove…

A tal proposito è illuminante un brevissimo video tratto da “Il Signore degli anelli”.


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Mercoledì, Novembre 3, 2010

● Cos’è cambiato?



Belle parole, adeguate al momento. Ci avevo creduto pure io. Ma adesso dimmi cos’è cambiato, rispetto a quella volta, dopo quindici anni con te al governo.



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